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Il Latte Dolce a fari spenti verso la D

di Antonello Palmas
Il Latte Dolce a fari spenti verso la D

Eccellenza, il presidente Fresu: i ragazzi sono straordinari, ma non ci illudiamo

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SASSARI. «Questi ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario rispetto a quanto chiesto loro a inizio stagione»: Roberto Fresu, presidente del Latte Dolce, squadra regina del campionato di Eccellenza, non maschera il suo orgoglio dopo la vittoria nel match-chiave sul campo dell’Atletico Uri, ora precipitato a meno sei dai sassaresi e raggiunto dal San Teodoro dopo aver sognato l’aggancio che avrebbe riaperto completamente i giochi.

Cosa avessero richiesto al tecnico Massimiliano Paba e alla sua truppa i dirigenti è presto detto: «Valorizzazione dei giovani, e infatti i migliori talenti (che non ci mancano) vengono inseriti spessissimo e sono sempre all’altezza – spiega Fresu –, e una stagione tranquilla. Certo, nella testa di ogni dirigente sotto sotto cova qualche sogno...» E i biancocelesti lo stanno trasformando in realtà, anche se nessuno si illude. Come ci stanno riuscendo? «Si è sorprendentemente creato il giusto equilibrio, un mix ideale tra i tanti ragazzi interessanti e quelli più esperti, e tutti seguono alla perfezione un tecnico come Paba che, dopo le ottime cose mostrate sulla Riviera del Corallo e un primo anno di ambientamento, sta cogliendo i frutti del suo lavoro».

A Uri la squadra lattedolcina ha collocato una pietra angolare per un edificio che si chiama promozione in D. «È stata una gara aperta, ci stava una vittoria nostra come pure dei giallorossi – dice Fresu –, sicuramente molto sentita. È vero che è stata risolta al 95’, ma la seconda frazione è stata spezzettata, loro sapevano di non poterci lasciar sviluppare il nostro gioco in velocità e così non ne è scaturita una partita bellissima. Ma abbiamo colpito anche due pali, il loro giovane e ottimo portiere ha dovuto compiere diversi salvataggi. È vero che abbiamo segnato alla fine, ma è anche vero che loro ci hanno “freddato” con un gol dopo pochi secondi. Ci sta».

Fresu rende onore all’Atletico Uri «che ha collezionato alcune promozioni consecutive ed è ai vertici anche in Eccellenza, società seria che ha un bravo allenatore come Muroni». Proprio Muroni ha avuto da ridire sull’arbitraggio: «Non capisco il motivo, ha anche ammesso che il rigore del pareggio era sacrosanto. E il 2-1 è giunto sugli sviluppi di una punizione che c’era tutta». Non c’è da montarsi la testa? «Dall’inizio della stagione in molti ci dicevano: siete la squadra da battere, quella che ha il gioco più bello. I numeri ci danno ragione, con miglior difesa e miglior attacco. Ma, come dice il nostro mister, continuiamo a viaggiare “a fari spenti”. Vedo i ragazzi molto concentrati e sempre sul pezzo, ogni gara sembra una finale. Se poi alla fine arriva il risultato che (quasi) tutti ci augurano, beh, non ci tireremo indietro. Credo che un’altra squadra sassarese in D ci possa stare benissimo, e sarebbe una vetrina importante per i nostri gioielli. La sfida non ci spaventa ».

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