«Felice di essere stato scelto per riportare il Cagliari in A»
CAGLIARI. «Sono consapevole dell’obiettivo e sono felice di essere stato scelto per riportare il Cagliari in serie A». Massimo Rastelli tira dritto per la sua strada, senza fare tabelle o guardarsi...
CAGLIARI. «Sono consapevole dell’obiettivo e sono felice di essere stato scelto per riportare il Cagliari in serie A». Massimo Rastelli tira dritto per la sua strada, senza fare tabelle o guardarsi alle spalle. Il mister rossoblù torna a guardare tutte le altre squadre dall’alto verso il basso ma non si fa illusioni. Conosce troppo bene il campionato di serie B per non sapere che basta staccare un attimo la spina per ritrovarsi nei guai. «Il Cagliari ha grande qualità e se tutti ci danno per favoriti un motivo c’è - spiega Rastelli -. Cerchiamo di proporre un calcio piacevole ma non puntiamo solo sulle individualità, dobbiamo avere una mentalità di squadra. In serie B è necessario lottare, non distrarsi nemmeno per un secondo. Queste cose le lo sappiamo perfettamente e cerchiamo di abbinare alla lotta il bel gioco».
Giocare bene, però, spesso non è sufficiente. «Quello che conta è il risultato - aggiunge l’allenatore del Cagliari -. E’ perfettamente inutile fare un gioco spettacolare se non vinci, le critiche arrivano puntualmente. Io cerco sempre di coniugare il bel gioco al risultato. Anche se qualche volta questo non è possibile. Io dico sempre che quando non riesci a vincere anche un pari va bene. Anche se da noi si aspettano che vinciamo tutte le gare».
Il Cagliari gode di un tifo speciale. In questa stagione il Sant’Elia è sempre stato pieno. La retrocessione non ha fatto calare l’entusiasmo. Anzi, c’è in tutti i supporter una gran voglia di riscatto. «Il tifoso vuole vedere il bel gioco, ma vuole soprattutto vincere - ammette Rastelli -. Noi abbiamo la fortuna di avere sei sostenitori eccezionali, in tutte le partite si fanno sentire e ci aiutano tantissimo».
Il Cagliari ha tanti giocatori di qualità e una batteria di attaccanti che fa invidia a diverse squadre di serie A. «Ho questa fortuna e posso scegliere in un gruppo ho ampio che mi permette di cambiare a seconda delle esigenze e delle caratteristiche degli avversari».
Tra questo c’è Alberto Cerri, arrivato in estate tramite la Juventus. «È un ragazzo di grandissima prospettiva ammette il mister di Torre del Greco -. Ha una forza fisica straripante, ma è anche molto tecnico. Deve compiere vent’anni e non va dimenticato che nella passata stagione è stato frenato da un grave infortunio. Cerco di gestirlo e di buttarlo nella mischia nel momento più opportuno. Si sta ritagliano spazio e considerazione. Le risposte che mi sta dando sul campo sono ottime».
Infine la corsa promozione, nella quale il Cagliari è in pole position, anche se il Pescara non molla e continua a vincere. «Il traguardo è ancora lontanissimo - conclude Rastelli -. Restano diciotto partite da giocare, tantissime per pensare di avere già raggiunto la serie A. Noi non commetteremo l’errore di sentirci già promossi, i punti vanno sudati sul campo e ogni partita è un’insidia. E’ chiaro che mi auguro di centrare l’obiettivo».
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