«Sappiamo di non essere secondi a nessuno»
Lisai e Casini provano a vedere gli aspetti positivi della trasferta: «Non ci arrendiamo, ripartiremo»
VITERBO. Non è il dopo gara che la Torres si augurava ma, tutto sommato, la sconfitta di Viterbo non sembra aver fatto troppi danni. La classifica è ancora corta e la squadra è uscita dal campo rafforzata nelle sue convinzioni. I rossoblù non sono secondi a nessuno, nemmeno alla super Viterbese ammirata ieri. «Abbiamo giocato contro una grande squadra - racconta Casini _ ma, tolti i primi 20 minuti, non abbiamo corso grandi rischi. Anzi. Sapevamo che ci avrebbero aggredito e li abbiamo controllati, poi siamo cresciuti e abbiamo anche creato un paio di occasioni importanti. Non siamo stati aiutati dalla fortuna ma io ho visto una Torres tonica e molto determinata».
Il centrocampista ha molti dubbi sui due calci di rigore che hanno deciso la sfida. «Il primo mi è sembrato un classico fallo di confusione. Non so che cosa abbia visto l'arbitro, però è andata così. Anche sul secondo direi che il direttore di gara è stato di manica molto larga. E' un peccato perché la sfida era molto delicata ed è stata decisa da questi due episodi».
In realtà sull'1-0 proprio Casini ha avuto la possibilità di rimettere in equilibrio il match. «Ho ricevuto una bella palla da Scotto _ conferma _ l'ho controllata in corsa ma al momento della conclusione un difensore è riuscito a sporcarmi il tiro. Peccato perchè avremmo assistito a un altro finale».
Anche Lisai non sembra particolarmente abbattuto. «Fa male perdere così _ racconta l'attaccante – ma lasciamo Viterbo a testa alta. Sapevamo che sarebbe stata una gara molto dura e bisogna riconoscere che la Viterbese è davvero una grande squadra. Però anche la Torres c'è e continuerà a battersi».
«Il campionato – ha concluso Lisai – è apertissimo. Mancano tante partite e nelle prossime settimane ci sono altri scontri diretti che possono rivoluzionare la classifica. Noi dobbiamo guardare avanti con fiducia e ripartire. Paradossalmente proprio questa sconfitta ci conferma che abbiamo l’obbligo di crederci fino alla fine. Lo dobbiamo a noi stessi, alla società e ai tifosi».
A.L.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
