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Passione in marcia, per Andrea Agrusti il sogno è a 5 cerchi

di Antonello Palmas

Il sassarese è reduce dall’argento agli italiani nella 50 km Tutti gli obiettivi dell’atleta dei “Guerrieri del Pavone”

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SASSARI. «Sto provando a fare l’atleta professionista e il mio sogno è andare alle Olimpiadi». Il sassarese Andrea Agrusti, vicecampione italiano nella 50 chilometri di marcia nel Trofeo Invernale di Catania valido come campionato tricolore, ha vent’anni ma le idee chiare. Spiega l’atleta di punta della società Guerrieri del Pavone: «Vivo da qualche tempo a Castelporziano, vicino a Roma, nella caserma della guardia di finanza. No, non sono finanziere, mi alleno da esterno nel centro sportivo delle Fiamme Gialle. Voglio provare a fare l’atleta professionista, nella speranza che diventi il mio lavoro».

Sul lungomare catanese Andrea è diventato vicecampione italiano assoluto, ma anche under 23, dato che i primi tre classificati sono tutti della categoria giovanile. «Dallo scorso anno avevo intenzione di fare la 50 chilometri: ho esordito a Riposto sulla distanza e ora ho migliorato di circa 9 minuti, circa due chilometri di differenza». Ma le altre distanze, la venti chilometri e la dieci chilometri che fine faranno? «Certo – risponde Agrusti –. La venti la tengo, anche perché essendo giovane non sono molto esperto di 50 ne puoi fare una all’anno. E poi il mio allenatore nel Lazio, Patrizio Parcesete, dice che un buon cinquantista deve essere per forza un buon ventista. Collabora col mio allenatore a Sassari, Marco Sanna, ma devo molto anche al responsabile regionale Fidal per la marcia, Nello Dessì, con cui siamo sempre in contatto».

Come si comincia a fare marcia? «Un po’ per gioco. Da bambino facevo basket, poi dopo aver visto le Olimpiadi in tv passai all’atletica, in generale. Avevo 12 anni quando provai la marcia dopo aver visto un ragazzo che la praticava e da allora è diventata la mia disciplina. Sino al 2014 mi sono allenato a Sassari, allo stadio dei Pini oppure sulla litoranea di Platamona seguito da Marco Sanna. Per preparare una 20 chilometri occorrono 25 chilometri di fondo e ai Pini non viene benissimo».

Dove può arrivare la marcia di Agrusti? «Il sogno di ogni atleta è l’Olimpiade ed è lì che vorrei arrivare. Nel 2014 ho avuto una presenza in nazionale giovanile in Repubblica Ceca. Ambisco a entrare in nazionale maggiore come cinquantista, una distanza su cui mi trovo bene, anche rispetto alla venti. Contatti con i tecnici azzurri? Ancora no». Agrusti proviene da una stagione comunque buona anche se limitata da un infortunio: «Dopo la prima 50 chilometri di Riposto in cui vinsi il tricolore under 23 (secondo assoluto) ebbi un problema fisico che mi bloccò un po’ troppo a lungo facendomi saltare tutti gli italiani sia nella 20 che nella 10. Sono rientrato con una 20 chilometri a Grottamare (Ancona) con un secondo assoluto, migliorando il personale di quasi 4 minuti. Poi mi sono concentrato».

Impossibile non chiedergli cosa ne pensa del fenomeno Alex Schwazer, il campione olimpico della 50 km a Pechino 2008 che fu sospeso dal tribunale nazionale antidoping fino al 29 aprile 2016 dopo essere risultato positivo a un controllo alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra 2012: «Preferisco non esprimermi sulla questione – dice correttamente – ma posso dire che quando lui vinse le Olimpiadi ero giovane e per me era un idolo, così come per tutti gli appassionati di marcia. Quando fu trovato positivo per me fu un colpo durissimo». Se gli idoli possono cadere e anche rialzarsi (Schwazer torna in gara tra meno di tre mesi), una passione come quella di Andrea è incrollabile e chissà se può davvero fargli vivere il suo sogno a cinque cerchi.

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