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La corsa al terzo titolo? Troppi assenti e Schmidt vola basso

di Fabrizio Zupo
La corsa al terzo titolo? Troppi assenti e Schmidt vola basso

La frattura maggiore è stata segnata il 18 ottobre scorso, a metà della settimana che per la prima volta ha visto spazzare via tutto il Nord dal Mondiale, consegnando al Sud il titolo iridato con l’e...

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La frattura maggiore è stata segnata il 18 ottobre scorso, a metà della settimana che per la prima volta ha visto spazzare via tutto il Nord dal Mondiale, consegnando al Sud il titolo iridato con l’en plein di quattro semifinaliste. Il Galles piegato dagli infortuni a catena, la Francia che naufraga con gli All Blacks, la Scozia che perde di un punto all’ultimo secondo. Ma l’Irlanda di Joe Schmidt, il tecnico neozelandese più lanciato della sua generazione, il più copiato, la squadra detentrice da due anni del titolo del Sei Nazioni, riesce ad affogare con l’Argentina buscando 43 punti. In tribuna Paul O’Connell, capitano infortunato e alla sua ultima apparizione in verde, e Jonathan Sexton, apertura delle meraviglie, guardavano impietriti i compagni affondare. Si scoprì che nonostante gli schemi disegnati da Schmidt, le furbe strategie di Lew Kiss, un repertorio quasi infinito di varianti in attacco, tutto questo non poteva essere eseguito da un’orchestra qualsiasi.

L’Irlanda senza i suoi solisti era una squadra quasi normale. Che la settimana prima aveva rischiato troppo con l’Italia non per caso. Schmidt, come il connazionale Gatland con il Galles, aveva perso l’occasione di dimostrare di essere il candidato migliore alla panchina All Blacks. Ma che Irlanda vedremo domani pomeriggio esordire all’Aviva con il Galles? Che torneo farà? È in grado di centrare il tris? Joe Schmidt dice no, che i suoi si fermeranno a metà classifica. Forse pensa che anche stavolta gli assenti faranno la differenza.

Vediamo chi manca in questo avvio, oltre a considerare che l’abbandono di O’Connell è come se Parisse lasciasse l’azzurro. Schimdt deve fare a meno di Cian Healy, Mike Ross, Iain Henderson e soprattutto dell’aggressività di Peter O’Mahony. È molto. E non tutti i cambi sono all’altezza. Ultima ora: il flanker Sean O’Brien, uno dei fari del trifoglio, è stato fermato precauzionalmente per un problema al tendine del ginocchio che va sorvegliato sino al fischio dell’arbitro.

A Dublino infine non possono far a meno di notare che il Sei Nazioni che arriva dopo il Mondiale, come già nel 2012 e nel 2008, ha visto l’Irlanda patire la partenza con sconfitte dolorose.

L’Irlanda giocherà contro gli azzurri sabato 12 marzo alle 13,30 all’Aviva Stadium di Dublino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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