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Fermato un tifoso: aveva nella sacca petardi e fumogeni

Fermato un tifoso: aveva nella sacca petardi e fumogeni

L’ultras è stato bloccato dalle forze dell’ordine all’ingresso Sconvolts in sciopero: prima silenzio poi tutti via dalla curva

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CAGLIARI. Che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si è capito all’interno dello stadio in avvio di partita: curva Nord silenziosa e uno dopo l’altro, sei-sette mortaretti esplosi quasi in rapida successione.Poi alla spicciolata oltre 200 appartenenti al gruppo Sconvolts hanno lasciato lo stadio.

Un fermo. Una protesta nata per quanto accaduto poco prima all’ingresso dello stesso settore, quello che ospita il tifo più acceso e spesso più ruvido del Cagliari, trainato dallo storico gruppo ultras degli Sconvolts. Un tifoso ha forzato il controllo di sicurezza, riuscendo a entrare nel piazzale compreso fra i cancelli e gli spalti. Non ha fatto in tempo ad andare oltre, a confondersi con gli altri supporter già seduti in curva nord. E’ stato infatti raggiunto da tre esponenti delle forze dell’ordine che lo hanno bloccato e hanno proceduto immediatamente alla perquisizione della grossa sacca che il giovane portava con sè. All’interno i militari hanno trovato tre bombe carta e due fumogeni mentre addosso, fasciato intorno alla vita, l’uomo aveva celato uno striscione. Il tifoso è stato portato in questura per la rituale identificazione. Il giovane è già stato colpito in passato dal Daspo, il provvedimento che impedisce l’ingresso negli stadi d’Italia da uno a cinque anni ed è applicato dal Questore. La stessa questura, che coordina il lavoro delle forze dell’ordine allo stadio (oltre alla polizia ci sono impegnati anche i carabinieri e la guardia di finanza) ha stabilito anche una perquisizione a casa del ragazzo, che sembra non aver dato ulteriori risultati nei confronti del tifoso rossoblù. Che ora dovrà aspettare le decisioni del magistrato e del questore.

La protesta. Dopo aver assistitito al fermo del loro compagno, gli ultras sono entrati ugualmente in curva. Ma hanno optato per una protesta silenziosa: niente cori. In compenso sono stati esplosi tutti i petardi che sono stati furtivamente introdotti, sei o sette. Fatto saltare rumorosamente il piccolo arsenale, gli Sconvolts hanno abbandonato gli spalti e si sono diretti davanti agli spogliatoi. Erano poco più di 200 e per un po’ sono rimasti davanti alle forze dell’ordine a scandire slogan contro polizia e carabinieri. Poi alla spicciolata hanno lasciato l’area, chiudendo così senza disordini un pomeriggio iniziato all’insegna della tensione. (en.g.)

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