Tra Quartu e Carloforte un pareggio e tanta noia
La squadra di casa ha tenuto palla creando tuttavia poche occasioni da rete. Inutile il forcing finale
QUARTU. L’incontro tra Quartu 2000 e Carloforte si conclude senza colpo ferire, cioè con uno scialbo 0-0, un pareggio che oltre a lasciare le reti inviolate non divertite certo il pubblico in tribuna. La gara appare noiosa anche se non mancano buoni spunti da una parte e dall’altra per sbloccare il risultato.
Sono comunque i locali, guidati ora da Antonio Madau, a creare quelle poche occasioni per passare in vantaggio che però non si concretizzano perché spesso i protagonisti dimenticano che fanno parte di una squadra o perché sono troppo frettolosi nell'effettuare il passaggio, per finiscono per cedere la palla all’avversario. Errori o temporeggiamenti che nel calcio si pagano spesso con un risultato capace di regalare soltanto un punticino. Gli ospiti, dal canto loro, tentano di fare la loro gara, ma quasi sempre vengono fermati al limite dell'area e gli interventi di Mainas sono veramente pochi e di normale amministrazione. Il Carloforte però riesce a controllare la gara chiudendo gli spazi soprattutto nella propria trequarti dove aggrediscono talvolta anche in tre il quartese che ha l'opportunità di calciare in porta o di effettuare l'ultimo passaggio riuscendo a mettere nel carniere un altro prezioso punto.
La cronaca. Al 43’ unica vera occasione della prima frazione di gioco con Grosso che respinge coi pugni su punizione di R. Carta. I tecnici, dopo il riposo, rimandano in campo le stesse formazioni.
Al 50’ Grosso in caduta manda in angolo un tiro di Piu, batte R. Carta ma Marci manda alto; al 63’ ancora una volta Grosso in uscita respinge su tiro di Spissu, Olla colpisce al volo dalla distanza, ma il portiere carlofortino fa comunque in tempo a rientrare e para; all’80’ traversone di Matta, Spissu sbuccia e manda fuori da posizione angolata.
Il Quartu tenta il forcing nei restanti minuti ma il risultato non cambia. Un punto che fa muovere certamente la classifica ma, a dieci giornate dal termine, è ora che ci si faccia un serio esame di coscienza e che, gara dopo gara, si dia il meglio di se stessi in modo serio se si vuole raggiungere la salvezza preventivata all’inizio del torneo altrimenti, si sa, sarà di nuovo la prima categoria.
Giuseppe Piras
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