Lisai tiene viva la Torres: «Torneremo in Lega Pro»
L’attaccante racconta l’incredibile rimonta nel derby contro l’Arzachena «Siamo uno splendido gruppo e siamo convinti di poter lottare per il primato»
SASSARI. Un gol come quello di domenica non ha prezzo. E Giancarlo Lisai, protagonista della rimonta della Torres nel derby con l’Arzachena, lo conserverà come uno dei ricordi più belli di una carriera ancora tutta da vivere.
Lisai prima di parlare del gol ci racconti di lei.
«Ho 26 anni, sono di Muros, ma mi considero a tutti gli effetti sassarese. Ho giocato le ultime quattro stagioni con la maglia rossoblù della Torres dove sono arrivato dopo una esperienza, credo fortunata, a Castelsardo. Ancora prima avevo giocato per qualche mese con la Villacidrese».
Quello di domenica è il gol della vita...
«E’ un gol importante. Bellissimo dal punto di vista personale, pesante per la Torres. Un gol cercato per tutta la partita e arrivato quando il cronometro stava entrando nei minuti di recupero».
Significa che ci avete creduto sino alla fine.
«Perdere il derby sarebbe stata una beffa. Ci sarebbe stato stretto anche il pareggio e quando l’Arzachena ha colpito ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso che non doveva finire così».
Che cosa ha provato quando Raucci ha rimesso al centro quel pallone?
«Ho pensato solo a colpirlo e quando ho visto la rete gonfiarsi è stata una goduria. Non era facile rimettere in piedi una partita che sembrava persa contro una squadra solida come l’Arzachena e in condizioni ambientali terribili come quelle di domenica».
Invece non solo è arrivato il suo gol ma, tre minuti dopo, anche quello di Musto. Questo significa avere un cuore immenso,
«Sì, la Torres ha un grande carattere e ho la fortuna di giocare con un gruppo di ragazzi che sono prima di tutto amici. Uno dei segreti della squadra rossoblù è proprio il clima che si è creato tra di noi. Credo che domenica si sia visto».
A proposito si può sapere che cosa vi siete detti con Manzini? Si è accorto che l’arbitro aveva il cartellino pronto?
«Con Manzini abbiamo giocato insieme l’anno della promozione dalla D alla Lega Pro. Ci conosciamo bene e so che ci teneva a fare bella figura a Sassari. So anche che è uno che non si tira indietro se ci sono da mostrare i muscoli e che si esalta nelle situazioni difficili. Io l’ho anticipato facendogli capire che al Vanni Sanna non poteva permettersi certi atteggiamenti. Ci siamo beccati un po’, ma senza cattiveria».
Contro l’Arzachena mancava Demartis, uno che ha carattere da vendere, ma la Torres ha scoperto che anche Lisai, quando vuole, sa farsi rispettare.
«Giacomo è uno che in campo non si risparmia. La sua assenza poteva essere pesante ma chi l’ha sostituito ha giocato con grande coraggio. Come tutti. Credo che il segreto della rimonta sia stata proprio la voglia di mettere la mani sui tre punti».
Dopo la stangata nel processo per il calcio scommesse dove pensate di poter arrivare?
«Noi stiamo ragionando senza tenere conto della sentenza. Ci consideriamo a sei punti alla vetta e crediamo di poter ancora dire la nostra nella lotta per la vittoria del campionato».
Qual è la squadra più forte tra quelle che avete incontrato?
«Io credo il Grosseto. Ho visto bene anche la Viterbese mentre mi ha impressionato meno il Rieti. I più forti di tutti, però, siamo noi».
Lisai lei dove vuole arrivare?
«Il mio traguardo è vincere un altro campionato con la Torres. Voglio riuscirsi quest’anno».
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