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Poddighe vince ancora e sogna Rio

Poddighe vince ancora e sogna Rio

Nuovo titolo tricolore open per l’atleta sassarese, che proverà a guadagnarsi un posto per i Giochi olimpici

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SASSARI. Fabio Poddighe e i titoli italiani di pentathlon sono ormai amici intimi. Negli ultimi quattro anni ne ha vinto una caterva, fra campionati assoluti ed open, per tralasciare gli allori tricolori raccolti nel tetrathlon e nel triathlon. L’ultimo è arrivato domenica a Roma nel campionato open, dove il portacolori della Sport Full Time Sassari si è confermato sul gradino più alto del podio davanti a due suoi compagni della nazionale, Pierpaolo Petroni e Nicola Benedetti.

«Una gara tirata fino alla fine – commenta Poddighe soddisfatto – anche quando è scattato l’ultimo giro di 800 metri nella combinata tiro-corsa non si sapeva ancora chi avrebbe vinto. Io sono partito con dieci secondi di ritardo rispetto a Petroni ed ho chiuso con sette di vantaggio su di lui, quindi sono contento. Ma sono andato bene anche nelle altre discipline, addirittura meglio del previsto nel nuoto, e nell’equitazione mi è toccato un cavallo un po’ nervoso, ma che sono riuscito a controllare».

Avete provato la nuova formula di gara in due giornate, che verrà adottata alle Olimpiadi. Come si è trovato? «Tutto sommato bene. Forse però il giorno di sosta, in una manifestazione così importante come quella di Rio, può essere controproducente perché diventa stressante».

A proposito di Olimpiadi, da fine mese comincia la Coppa del Mondo, dove i punti diventano fondamentali per la qualificazione alla kermesse brasiliana. «Esatto, e questa vittoria mi aiuta a partire carico di entusiasmo, e molto motivato a dare il massimo. Per il resto la situazione è quella nota, con Riccardo Deluca che è già qualificato siamo io e Petroni a giocarci il secondo posto, e sarà anche lì una lotta fino all’ultima gara».

Nel nella squadra azzurra Poddighe è un caso più unico che raro. Non solo non fa parte di un gruppo sportivo militare, ma vive e si allena nella sua Sassari… «Sì e ne sono contento perché mi trovo bene, ho a disposizione delle buone strutture dove allenarmi, vengo seguito da professionalità tecniche di eccellenza in tutte e cinque le discipline. L’unico svantaggio, essendo l’unico pentatleta sardo, è la necessità di viaggiare spesso per avere dei confronti di alto livello, ma grazie al contributo della fondazione Banco di Sardegna la società è riuscita a sopperire egregiamente anche a questo».

Fabio Fresu

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