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Angela, la “straniera” dell’Alfieri Cagliari

Angela, la “straniera” dell’Alfieri Cagliari

A tutto volley. Occhi azzurri e capelli biondi: «Ma sono nata in Puglia e la Sardegna mi ha stregata»

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SASSARI. Non lasciatevi ingannare dal fatto che è bionda, ha gli occhi azzurri ed è alta un metro e novanta. Angela Prestanti, che da due anni difende i colori dell’Alfieri Cagliari nel campionato nazionale di B1 femminile di pallavolo, è italianissima. Esattamente di Monopoli, comune della città metropolitana di Bari. Ma per lei è assolutamente normale essere scambiata per una straniera. «Succede sempre - conferma lei - ma non solo a Cagliari. Poi si stupiscono e non ci credono quando rispondo in italiano e dico che sono pugliese».

Soddisfatta del campionato disputato finora?

«Direi di sì, siamo partite per puntare alla salvezza, ma gara dopo gara ci siamo rese conto di potercela giocare anche con le squadre di alta classifica, come è successo domenica contro il Mondovì, e quindi nel girone di ritorno vogliamo fare il meglio possibile. Chissà, potrebbe scapparci una qualificazione ai playoff».

Vi fate valere soprattutto nelle gare casalinghe.

«E’ normale, in casa tutte le squadre giocano meglio. Poi noi ormai siamo abituate, ma per le altre squadre, che per venire in Sardegna devono prendere l’aereo, la trasferta risulta più faticosa, quindi ne approfittiamo».

Ottavo posto in classifica a 23 punti, con otto vittorie e sei sconfitte. La classifica è giusta?

«Secondo me si poteva fare anche di più. Per esempio in alcune partite, come la prima di campionato a Mondovì, o in quelle con Lodi e Albese. Ma alla fine va bene così».

Gioca a Cagliari da due stagioni, cosa l’ha convinta a sbarcare in Sardegna?

«In realtà avevo fatto un provino anche l’anno prima, ed avevo potuto apprezzare il posto e l’ambiente, quando non mi hanno preso mi è dispiaciuto. L’anno scorso il presidente mi ha ricontattato ed ho accettato subito».

E che cosa l’ha convinta a restare nell’isola?

«Prima di tutto, come ho già detto, l’ambiente. Poi qui tutte noi giocatrici siamo molto seguite da società e staff tecnico, ci aiutano a crescere. Non è una cosa usuale nelle squadre di questo livello, quindi per me è l’ideale, perché devo ancora crescere molto, e questo è il contesto giusto».

Ed in futuro dove vuole arrivare?

«L’ambizione ovviamente è quella di arrivare ai massimi livelli ma ancora ne devo fare tanta di strada».

Fabio Fresu

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