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Campioni e stupratori di minorenni

Un calciatore inglese e un nazionale olandese di beach volley

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LONDRA. Premier League sotto shock dopo la clamorosa deposizione dell'ex nazionale Adam Johnson, accusato di «pedofilia», che ha confermato di aver avuto «rapporti intimi» con una 15enne, anche se ha ammesso solo un bacio e negato altro. Tanto basta, per la rigorosa legislazione inglese, per non parlare delle altre accuse che parlano di atti sessuali più espliciti.

Ex stella del Manchester City, oggi al Sunderland, il 28enne Johnson era già stato arrestato lo scorso marzo con le stesse imputazioni. Rilasciato su cauzione - e reintegrato in squadra dopo una breve sospensione - venerdì il centrocampista inglese dovrà comparire in aula per rispondere alle domande dell'accusa. Ma prima che il dibattimento iniziasse ha voluto deporre davanti alla Corte di Bradford, raccontando di aver adescato su Internet e baciato una ragazza 15 anni. Johnson ha dunque riconosciuto la propria colpevolezza per due dei capi di accusa che gli sono stati mossi: adescamento e atti sessuali.

Un caso ancora più crudo fra Olanda e Inghilterra. Steven Van de Velde, 21enne nazionale di beach volley, si è dichiarato colpevole di stupro ai danni di una ragazza di 12 anni davanti alla corte inglese di Aylesbury. Van de Velde era partito da Amsterdam alla volta di Milton Keynes, nell’agosto 2014, per incontrare la 12enne conosciuta su Facebook e lo stupro si è consumato a Furzton Lake. La sentenza era prevista per marzo, Van de Veldeera tornato in Olanda ma a gennaio le autorità britanniche hanno ottenuto l’estradizione.

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