La Juve pensa al Bayern Il Napoli non si arrende
Allegri, da “acciuga” a pesce grosso: carica la squadra e invita a tenere la calma Hamsik, capitano dei partenopei, lancia la sfida: «Vogliamo tornare a vincere»
TORINO. Nella sua Livorno lo chiamavano “Acciuga” per il fisico esile. Un nomignolo che con cattiveria aveva rispolverato anche qualcuno dei non pochi detrattori che Massimiliano Allegri ha avuto a Torino, al suo arrivo nel luglio 2014 e forse ancora di più all'inizio di questa stagione incredibile, partita malissimo e diventata memorabile. Altro che “Acciughino”, Allegri è diventato un pesce grosso, che molti club pieni di soldi e fascino vorrebbero far finire nella loro rete. Il tecnico livornese, però, si è calato benissimo nella parte bianconera ed Agnelli e Marotta faranno di tutto per tenerselo stretto, anche se non amano i contratti lunghi ed il legame è fissato fino al 2017. I meriti di Allegri sono indiscutibili. La Juventus poteva rilassarsi dopo il dispendioso triennio Conte, ha rivinto campionato e Coppa Italia e sfiorato il successo pieno in Champions; poteva smarrirsi in una stagione anonima, o di transizione, dopo tanti nuovi arrivi e partenze importanti, ed è tornata a dominare, in Italia. Ma fa paura anche al Bayern, leader in Bundesliga ma pieno di guai. «Pazienza, determinazione e un po’ di buona sorte; i ragazzi sono stati bravi ma la strada è ancora lunga», ha riassunto dopo avere riconquistato il primo posto. Pazienza: è la parola più forse più usata nel vocabolario di Allegri. «Una bella iniezione di fiducia e di autostima», così ha preferito archiviare la vittoria sul Napoli, costruita tra non poche difficoltà, infortuni a catena, scelte rischiose - il rientro di Khedira dopo l'ennesimo stop per infortunio - altre lungimiranti ma anche fortunate. La pazienza qualche volta va pure persa, come gli è successo a Modena, nel finale con il Carpi, quando si è levato il cappotto scagliandolo a terra, arrabbiato perchè la squadra aveva mollato troppo presto la presa. Allegri è entrato nel DNA bianconero, di chi gioca solo per vincere. «L'abitudine a vincere può essere decisiva, ti porta anche a sperare nell'impossibile»: la riflessione di Buffon la dice lunga. «Questa Juventus - è il riconoscimento di Marcello Lippi, uno che in bianconero ha vinto tanto - ha una forza mentale, tecnica e tattica incredibile. Ha concesso alle avversarie un girone, ma nessuna tranne il Napoli, ne ha approfittato. Però non ha ancora vinto, anzi le probabilità scudetto sono 50 e 50. Spero che il Napoli riprenda la sua corsa. Abbiamo bisogno di un duello combattuto fino alla fine, tra due squadre belle da vedere e di grande tecnica».
Aria bassa in casa partenopea. «Siamo tristi, eravamo a un passo da conservare il primato. Peccato. Siamo andati a Torino per fare la nostra partita, ce la siamo giocata alla pari con la Juventus ed è stato un duello equilibrato, poi però loro hanno trovato il gol così...». Così Marek Hamsik, il giorno dopo la sconfitta allo Juventus Stadium. «Abbiamo perso - scrive il capitano - ma dobbiamo guardare avanti. Ci sono ancora 13 incontri e ci batteremo come facciamo sempre con tutti. Già dalla prossima sfida vogliamo tornare a vincere».
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