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«Tra me e la Dinamo c’è già un bel feeling»

di Andrea Sini
«Tra me e la Dinamo c’è già un bel feeling»

Akognon: «Mi piacciono la pressione e le responsabilità»

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SASSARI. Spalle larghe per prendersi grandi responsabilità e idee chiare, tanto chiare da convincerlo a fare il giro del mondo per andare verso l’obiettivo. Josh Akognon si è presentato sul parquet prima ancora che in sala stampa. Il nuovo play della Dinamo ha esordito in biancoblù sabato a Venezia a poche ore dal suo arrivo in Italia dalla Cina, via Stati Uniti. E solo ieri mattina ha potuto prendere contatto con la Club House, scortato dal general manager Federico Pasquini.

«Mi piace la pressione, mi piace mettermi in gioco per vincere. Per questo sono qui». Così la combo guard nigeriana ha aperto la conferenza stampa di presentazione. «So tutto di quello che è successo la scorsa stagione – ha detto Akognon –, so che ci sono delle aspettative molto alte e che ci sarà da prendersi delle responsabilità. Tutto questo mi piace, è la mia dimensione. È per questo che sono andato lo scorso anno al Partizan Belgrado, ed è per questo che ho accettato con grande entusiasmo questa nuova chance di competere in un campionato europeo».

La settimana scorsa è successo tutto in pochissimo tempo: il viaggio «Dopo il mio arrivo mi sono trovato immediatamente catapultato in campo – racconta il nuovo numero 16 biancoblù –, ho giocato pochi minuti ma mi sono bastati per capire che questa è una squadra con ottime potenzialità e con una grande fiducia nei propri mezzi».

La Dinamo di quest’anno è alla perenne ricerca di un leader. Josh Akognon può essere l’uomo giusto? «La leadership si guadagna in campo e in allenamento, non certo a parole – sottolinea Akognon, nigeriano nato in California e cresciuto alla Washington State University –. Io oggi posso anche mettermi a parlare con i compagni, e loro mi guarderebbero pensando: ma cosa vuole questo, che sino a ieri giocava in Cina e segnava 30 punti senza difendere? Ecco, dovrò guadagnarmi il rispetto di tutti, è una cosa normale. Cos’altro posso dare alla squadra? Ripeto, mi piace da morire avere la pressione addosso, mi piacciono le responsabilità. Sabato ho notato che un giocatore come Logan ha addosso una pressione enorme da parte degli avversari, per non parlare di Mitchell. Con le mie caratteristiche posso certamente aiutarli ad avere addosso una difesa meno dura».

«Al di là di questo – aggiunge Akognon –, devo dire che negli allenamenti svolti sinora è stato più l’aiuto che ho ricevuto dai compagni, rispetto a quanto possa aver fatto io per loro. Per esempio c’è Stipcevic che mi sta spiegando tante cose sul basket europeo ed italiano».

Idee chiare e parlata sciolta, Akognon rivela di non avere mai giocato un torneo con una formula simile alla Final Eight. «Spero di poter essere utile questo weekend, in questi giorni mi sto impegnando al massimo per inserirmi e per imparare gli schemi. Avere giocato qualche minuto a Venezia è stato molto importante per iniziare a prendere il ritmo di questa nuova realtà. Ora viene il bello».

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