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Farias e Lapadula, sfida a suon di gol

di Roberto Muretto
Farias e Lapadula, sfida a suon di gol

Il brasiliano e l’italo-peruviano (capocannoniere della B) sicuri protagonisti della gara di domani tra Cagliari e Pescara

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CAGLIARI. La serie B è solo una tappa. La prossima stagione calcheranno palcoscenici più importanti. Forse con maglie diverse, anche se entrambi hanno un contratto che scade nel 2019. Cagliari-Pescara è una sfida che potrebbe lanciare in orbita i rossoblù , ma è anche un faccia a faccia tra due dei migliori attaccanti del campionato. Diego Farias da una parte, Gianluca Lapadula dall’altra. Dieci gol il brasiliano, sedici (è il capocannoniere del torneo) l’italo-peruviano, perchè sua madre è sudamericana. Giocatori capaci di risolvere la partita con una prodezza, che domani saranno osservati speciali delle rispettive difese.

Fiuto del gol. A Farias, da buon brasiliano, le cose facili non piacciono. Davanti alla porta gli manca un po’ di freddezza. Non ha l’istinto del “killer”. Preferisce la giocata spettacolare ed eccede nel dribbling invece di tentare la conclusione in porta. Se avesse anche questa qualità, considerato le occasioni che gli sono capitate, avrebbe messo a segno il doppio delle reti. E’ una seconda punta a cui piace molto l’uno contro uno, dotato di piedi buonissimi e di una velocità che gli permette di seminare gli avversari. Un pregio di Farias è sicuramente la duttilità. Non è solo una seconda punta, può fare l’esterno nel tridente e il trequartista libero di spaziare tra le linee.

Lapadula (è molto legato al soprannome di Sir Wiliam Wallace) è una punta centrale. L’uomo del momento del calcio italiano. Che la Juventus (squadra che ama, faceva il raccattapalle ai tempi di Zidane, Del Piero e Trezeguet) si è già assicurata per la prossima stagione. E’ il re dei bomber nell’anno solare 2015 con 25 reti in 44 partite. Ha il gol nel sangue ed è capace di giocate da campione. Alcune delle reti di realizzate quest’anno sono delle vere e proprie gemme. E’ abile a smarcarsi, se gli viene lasciato un centimetro tenta immediatamente la battuta a rete. Un “falco” dell’area di rigore. Uno di quei giocatori che durante la partita si vede poco, ma diventa protagonista al momento giusto.

Sacrificio. E’ la differenza principale tra i due sicuri protagonisti della partita di domani. Farias è un po’ “pigro”. In fase di non possesso, spesso, si dimentica di rientrare e non aiuta i compagni. Cosa che qualche volta fa infuriare mister Rastelli. Gianluca Lapadula, invece, è un combattente nato. Lotta su tutti i palloni con la determinazione di chi ha l’acqua alla gola. Un giocatore tecnico a cui non fa difetto l’agonismo. Due modi diversi di vedere il calcio ma il prodotto non cambia: entrambi possono fare la differenza.

Personalità. E’ un punto che i due calciatori hanno in comune. Non hanno paura di assumersi le responsabilità, in campo e fuori. Nello spogliatoio hanno voce in capitolo ma non commettono l’errore di mettersi sul piedistallo. Prima di tutto viene il bene della squadra, solo dopo le soddisfazioni personali. Non è un caso se recentemente entrambi hanno detto la stessa cosa: «Se faccio gol sono contento ma l’importante è portare a casa il risultato». Non è un modo di pensare comune di tutti gli attaccanti ma nel calcio di oggi essere troppo individualista è un grande difetto.

Mercato. Mentre Lapadula (presto potrebbe ricevere una convocazione dal ct del Perù) è un giocatore della Juventus, anche se difficilmente resterà a Torino. Diego Farias è legato al Cagliari anche per le prossime stagioni. Il brasiliano è stato riscattato dal Chievo la scorsa estate e nonostante a gennaio in tanti abbiano bussato alla porta del Cagliari per averlo almeno in prestito, la risposta è stata secca: non se ne parla nemmeno. Dopo un avvio di stagione nella quale ha giocato a singhiozzo, l’attaccante ha trovato continuità ed è ormai un titolare (quasi) intoccabile. Il suo rendimento è andato via via crescendo, fino a diventare il giocatore più prolifico tra i rossoblù. Ha feeling con tutti i compagni del reparto avanzato ma per caratteristiche, va a nozze quando la punta centrale è un giocatore di stazza come Melchiorri, Giannetti o Cerri. Questo perchè si aprono dei varchi nei quali può infilarsi e far valere la sua velocità.

Domani col Pescara si augura di essere decisivo. Lo stesso ragionamento lo fa Lapadula, che ha punito i rossoblù nella gara di andata, infliggendo alla capolista la prima sconfitta della stagione. La voglia di vendicare quel ko è tanta, perchè fu l’inizio di un periodo tutt’altro che brillante in trasferta. In uno stadio strapieno e con l’entusiasmo che si è creato, il Cagliari non può fallire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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