Carattere d’acciaio e tanta qualità È un Cagliari super
Sale a cinque punti il vantaggio sulla seconda in classifica E la terza è distante 13 lunghezze: la serie A è più vicina
CAGLIARI. Fa bene Massimo Rastelli a gettare acqua sul fuoco. Quindici partite da giocare sono tante per sentirsi già padroni del campionato. Il pareggio del Crotone a Salerno, però, avvicina il Cagliari al traguardo. Cinque punti di vantaggio sulla seconda, tredici sulla terza e addirittura diciotto sulla quarta, rappresentano un solco difficilmente colmabile. Ipotizzare crolli dei rossoblù è quantomeno improbabile, alla luce anche della reazione avuta sabato pomeriggio contro il Pescara, dopo un primo tempo da incubo. Una squadra che ha così tante opzioni, ha le potenzialità per fare fronte a qualsiasi emergenza.
Primo posto. A questo punto diventa l’obiettivo principale. Nella sua storia mai il Cagliari ha vinto il campionato di B. Quando è stato promosso ha sempre avuto qualcuno che è arrivato davanti. Anche l’ultima volta (2003-2004): stessi punti del Palermo ma siciliani primi per una migliore differenza reti. «Dobbiamo andare in serie A da primi», ha detto Rastelli dopo la vittoria ad Avellino. Il tecnico ha capito dopo la sfida del “Partenio” che la sua squadra aveva superato lo choc della sconfitta col Crotone e poteva procedere spedita. I risultati gli stanno dando ragione.
Prudenza. «Non abbiamo ancora vinto nulla. Restiamo concentrati. Ai ragazzi è la prima cosa che ho detto». Massimo Rastelli non si esalta, tiene i piedi ben piantati per terra e pretende che altrettanto facciano i suoi giocatori. E’ un concetto che ha ripetuto decine di volte e non perde occasione per ricordarlo a tutto l’ambiente. «Le prossime tre partite sono difficilissime - aggiunge il mister -. A Cesena e a Trapani non sarà una passeggiata e il Novara verrà qui col dente avvelenato e con l’obbligo di fare punti. Conosco troppo bene questa categoria per non sapere che non possiamo rilassarci, rischi di rovinare tutto in un attimo».
Sacrificio. Sabato i rossoblù hanno dimostrato di saper soffrire. Non hanno solo qualità tecniche superiori alla media, sanno lottare, aiutarsi a vicenda, tirare fuori il carattere quando serve. E’ vero che non sempre è stato così ma è acqua passata. Ora che la squadra è lanciata non ci saranno cali di tensione ma solo la voglia di correre il più possibile verso lo striscione che significa ritorno nell’élite del pallone.
Sicurezza. Ha commesso qualche errore, subendo dei gol su calcio piazzato dove poteva fare meglio. Marco Storari, però, ha risposto presente quando è stato necessario. Il portierone è stato protagonista sabato pomeriggio di alcuni interventi che hanno tenuto a galla il Cagliari. Un paio di uscite decisive ma soprattutto ha dato la carica ai compagni, incoraggiandoli nei momenti difficili. Un punto di riferimento, un giocatore che nello spogliatoio conta moltissimo, col quale anche mister Rastelli spesso si confronta.
Tifosi. Se altre volte il pubblico è stato un po’ freddino, contro il Pescara ha fatto sentire la sua voce. Nonostante un Cagliari in balìa degli avversari, ha evitato di fischiare, incitando continuamente i propri beniamini. E’ proprio il caso di dire che è stato il dodicesimo uomo in campo. L’urlo serie A, serie A, che si alzato dalla curva Nord quando l’arbitro ha fischiato la fine, è il preludio a quello che succederà (chi è scaramatico può toccare ferro) quando il ritorno nel palcoscenico più importante del calcio diventarà ufficiale.
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