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Dinamo, parla il coach: «Basta polemiche, conta solo il lavoro»

di Andrea Sini
Dinamo, parla il coach: «Basta polemiche, conta solo il lavoro»

Marco Calvani si difende dopo le esternazioni seguite alla sconfitta contro Cremona nei quarti della Final Eight della Coppa Italia

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SASSARI. Nessuna polemica, nessun caso, ma anche nessuna intenzione di ritrattare, nè di sottrarre energie mentali e fisiche al lavoro che lo aspetta. Marco Calvani scuote la testa e si dice convinto di essere finito nell’occhio del ciclone in maniera immotivata. «A fine partita ho solo analizzato alcuni episodi chiave della partita contro Cremona», dice a mente fredda il coach della Dinamo.

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Il quale, in conferenza stampa, dopo l’eliminazione di venerdì dalla Final Eight, aveva effettivamente parlato dell’ingenuità di Joe Alexander nel non commettere fallo su Cazzolato e di Josh Akognon per la cattiva gestione di alcune rimesse. Il tutto, con toni particolarmente duri.

La difesa. «Non sono uno abituato a tirare la croce sui giocatori e credo che anche in questi tre mesi trascorsi a Sassari questo si sia capito – dice il coach biancoblù, che ieri era ad Assago per assistere alla finale di Coppa Italia tra Milano e Avellino –. Dopo la sconfitta nel quarto di finale contro Cremona ho citato tre episodi che sono stati decisivi. Non penso assolutamente che la mia sia stata una caduta di stile e davvero non mi aspettavo che alle mie parole venisse data una valenza simile. Tra l’altro, dal mio punto di vista, parlare apertamente di certi errori commessi in campo e di certi episodi, non significa appiccicare un giudizio su un giocatore o su una persona».

L’autocritica. Coach Calvani ha aggiunto anche alcuni elementi il giorno successivo, quando in diretta su Raisport ha parlato anche della cattiva gestione di alcune situazioni da parte di Tony Mitchell. «Ecco, mi pare chiaro che in quel caso la croce l’ho tirata contro me stesso – dice l’ex allenatore della Virtus Roma –, perché ho detto che avrei dovuto gestire diversamente il suo minutaggio, magari tirandolo fuori dal campo prima. Capisco tante cose: capisco che questa è la stagione successiva a un anno trionfale ed è tutto più difficile da gestire, capisco che i confronti siano complicati e io sono l’allenatore che per la prima volta dopo tre anni non supera il quarto di finale di coppa Italia; capisco che forse non sto simpatico a molta gente, che sono arrivato dopo un personaggio che ha fatto tanto in questa piazza. Però, davvero, io sono concentrato esclusivamente sul lavoro e non mi pare proprio il caso di montare un caso gigantesco su questa vicenda».

Lavoro, lavoro, lavoro. Il mantra di Marco Calvani resta quello ripetuto sin dal suo arrivo a Sassari, esattamente tre mesi fa. «Non conosco un altro modo di affrontare i problemi – sottolinea il coach del club sassarese –, perché è chiaro che i problemi ci sono e io non mi nascondo di certo».

Quello di non saper gestire alcuni momenti cruciali delle partite pare essere il difetto principale della Dinamo edizione 2015-’16. Un problema che a Logan e compagni è costato sinora molte sconfitte. La squadra, insomma, continua ad andare avanti a corrente alternata. «Questa squadra non ha quella solidità che serve per mantenere il controllo delle partite in certe situazioni – ammette Calvani –. Nei momenti in cui dovremmo incrementare il vantaggio, gestirlo o indirizzare in maniera completa le partite, commettiamo ingenuità gravi. Ma questo è un problema che c’è da tempo, su cui ho provato a lavorare sin dall’inizio ma che mi pare ci fosse sin dall’inizio della stagione. Questa è purtroppo una delle nostre caratteristiche, ci impegneremo ancora di più per limare i difetti».

Il futuro. La Dinamo torna dunque in palestra oggi per preparare la prossima sfida di campionato. Domenica a Sassari arriva la Sidigas Avellino di coach Sacripanti, una delle formazioni più in salute dell’intero campionato, che arriva da un’ottima tre-giorni della Final Eight, dove ha perso soltanto in finale contro Milano. Un match decisamente complicato, anche perché i sassaresi devono difendere il loro posto nei playoff dall’attacco delle squadre che si trovano alle sue spalle. «Lo ripeto e continuerò a ripeterlo, le polemiche non mi interessanto, sono troppo impegnato e concentrato sul mio lavoro quotidiano. Dobbiamo continuare a impegnarci al massimo – conclude Marco Calvani –, è l’unico modo per limare i difetti e presentarci in campo nelle condizioni ideali per provare a vincere. Tutto il resto, tutte le chiacchiere, le lascio tranquillamente agli altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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