La Dinamo punta l’Avellino per ripartire
Nuovo test-verità per i sassaresi che domenica ricevono la finalista di Coppa, una delle squadre più in forma del momento
SASSARI. Ripartire da quanto di buono messo in campo nella troppo breve esperienza al Forum di Assago in Coppa Italia e da quanto visto nelle ultime gare in campionato ed Eurocup. È quanto deve fare la Dinamo in vista della fondamentale gara in programma al PalaSerradimigni con Avellino. L’ambiente sassarese, disabituatasi troppo presto al gusto amaro della sconfitta grazie all’overdose di successi, dopo l’eliminazione a opera del Cremona nei quarti della F8 ha scatenato una ridda di polemiche comprensibili e facenti parte del gioco, ma dai toni a tratti esagerati.
Non ci si può dimenticare che Sassari negli ultimi mesi è cambiata, e tanto: deve assimilare una filosofia di gioco, quella di coach Calvani, che è agli antipodi rispetto a quella di Meo Sacchetti. E lo deve fare con tre innesti, come Mitchell (del quale si conoscevano in anticipo pregi ma anche difetti), Kadji (che ritrova una squadra profondamente diversa da quella del triplete) e ora anche Akognon, che deve ancora inserirsi nella nuova realtà.
Quel fallo incredibilmente non commesso nella fase più critica del match con Cremona e che certamente avrebbe dato ai sassaresi la qualificazione alla semifinale non può cancellare il fatto che i biancoblù, pur tra alti e bassi, avevano fatto vedere ottime cose contro la neocapolista, messa per lunghi tratti in crisi nonostante reduce da una striscia eccezionale. Un fallo non commesso, forse per un eccesso di sicurezza, non può far dimenticare che quella stessa squadra nelle precedenti settimane aveva fatto vedere buone cose sia in Europa (vittoria sullo Szonoloki e sconfitta più che onorevole nello spareggio di Istanbul col Galatasaray, gara in forse sino ai minuti finali). E in campionato la band di Calvani aveva saputo stracciare le ambizioni di riscatto di un Varese ferito, per poi andare a vincere splendidamente non su un campo qualsiasi ma a Venezia, contro uno dei club più attrezzati della Lega A. Tutto cancellato dagli sciagurati secondi finali con la Vanoli, con tanto di polemiche sulla gestione dello stress post-sconfitta da parte del coach. Beh, non è giusto.
La gara con un Avellino consacrato pur nella sconfitta in finale con Milano come una delle big del campionato dopo un avvio preoccupante arriva al momento giusto per riprendere in fretta il filo del discorso interrotto in maniera bruciante ad Assago. Battere la nuova rivelazione del torneo (ma quante ce ne sono?) nelle cui file gioca un certo Marques Green sarebbe l’unica medicina per colorare di biancoblù la corsa ai playoff.
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