Sorso riscopre il fascino del gol
Beniamino Manunta: «Voglio l’Eccellenza ma non lasciatemi solo»
SORSO. Beniamino Manunta ha cinquanta anni e due vite professionali. In una interpreta la sua attività di gestione di contratti per Telecom Italia nord Sardegna. Nell'altra: «Vivo con lo sport». Non ha torto. Da quando ha smesso di giocare al calcio - ha iniziato a tredici anni - affascinato anche dalla presenza a in città di un allenatore dal roboante nome di Amarildo, ex campione del mondo brasiliano, è sempre rimasto nell'ambiente prima diventando tecnico Uefa poi seguendo gli aspetti gestionali e sociali dello sport. «Sono partito dalla convinzione che dopo gli anni d'oro (85/90) del calcio sorsense si era creato in città un vuoto che nonostante qualche timido tentativo, non si riusciva a colmare. Avvicinandomi alla S.E.F Romangia, seconda presenza a Sorso, la passione mi ha spinto a seguire i giovani e quindi ho fatto di tutto. Da allenatore, a dirigente, fino a presidente della società che da Romangia è diventata Sorso 1930».
Quel che racconta è la necessità e la voglia di creare una società a misura dei ragazzi. E su questo progetto Manunta si è speso molto: «E’ quasi vent'anni che assieme ad amici e volenterosi facciamo sacrifici ed ora vogliamo provare a fare il salto di qualità» Racconta. Non nasconde che la speranza è quella di una di una promozione in Eccellenza. «Sì abbiamo un traguardo importate da raggiungere e faremo di tutto per portarlo a buon fine».
Quasi con gli occhi lucidi, rivolge un grande riconoscimento alla tifoseria tornata allo stadio con entusiasmo: i numeri non sono ancora quelli di un tempo ma crescono: «Non è stato facile riconquistare la fiducia dei sostenitori, non dobbiamo deluderli». Poi l’ultima promessa. «Sono un testardo, voglio la promozione, anche mi fanno un po’ paura i costi»Il riferimento va a quanto dall'esterno non si vede. «Non abbiamo un campo di gioco decente, anche gli ospiti si lamentano per un prato che non c'è. Abbiamo tantissimi ragazzi delle formazioni giovanili privi di un terreno di gioco. La prima squadra per la partitella infrasettimanale chiede ospitalità ad altre società della provincia. Per giunta siamo oberati di spese pesanti ed incredibili. Paghiamo la corrente elettrica, dobbiamo provvedere ad una manutenzione impossible del terreno di gioco. Tutte spese che altre società non hanno grazie alla disponibilità delle istituzioni locali. Potrei citarne tante che ricevono questi aiuti. Del resto anche lo sport contribuisce a dare alla città un certo prestigio e decoro. E non dimentichiamo le motivazioni di carattere sociale. Non ci si può relegare in un campetto da bambini per la preparazione della prima squadra. Per giunta stiamo anche patendo seri infortuni proprio a causa del terreno di gioco». Insomma Beniamino Manunta chiede un'attenzione più diretta per la sua società e per la squadra i cui risultati stanno andando oltre ogni previsione.
Germano Nurchis
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