Sacchetti: «Condannati dalle troppe incertezze»
Akognon: serve intensità per 40 minuti. De Vecchi: ma stiamo crescendo
SASSARI. I visi dei giocatori nel dopogara dicono tutto. Poca voglia di parlare dopo la delusione patita, ma anche grande fair play nel rispondere alle domande. : «L’ultima parte della partita è stata davvero dura – dice in sala stampa il play della Dinamo Josh Akognon, un primo tempo stratosferico –, la prima cosa che ho imparato venendo a giocare in Europa è che devi giocare con intensità per tutta la gara, dall'inizio alla fine, senza mai distogliere l'attenzione. Ho cercato di dare il mio contributo sia in attacco che in difesa, voglio focalizzarmi sempre di più su quello che posso fare per la squadra». «Purtroppo nel primo tempo abbiamo concesso troppo – dice Jack Devecchi – e quando fai così permetti che gli avversari mantengano una certa fiducia. E gente come Ragland se ha la palla buona non ti perdona e mette la bomba decisiva. Siamo sulla buona strada, bisogna lavorare, non è facile ma non molliamo, bisogna andare avanti per posizionarci al meglio nei playoff». Sembrava una Dinamo finalmente convincente: «Sì, risponde Devecchi – dopo il loro allungo abbiamo recuperato bene. L’inerzia sembrava dalla nostra, ma sapevamo che Avellino sarebbe rientrato, purtroppo l’ha fatto molto bene». C’erano indicazioni dalla panchina sulla gestione dei secondi finali? «No, nessuna indicazione, ci era stato detto di usare i falli nella maniera migliore possibile, purtroppo Ragland è stato bravo a prenderci il tempo e metter quella bomba. Dispiace che per piccoli dettagli come questo, su cui dobbiamo lavorare e che spesso fanno la differenza, abbiamo perso un’altra gara. Lorenzo D’Ercole, un minutaggio discreto e anche in un momento favorevole della gara: «Ci è mancata un po’ di lucidità nel finale, loro hanno fatto le giocate giuste, noi invece non siamo stati altrettanto bravi in difesa. Nel complesso è stata una gara buona ma abbiamo subito troppi punti, 53 solo nel primo tempo». E quando Sassari ha chiuso meglio in difesa è riuscita anche a illudersi che fosse fatta. «Sì, ma contro una squadra così talentuosa e tante bocche da fuoco – dice Brian Sacchetti – non si può giocare a sprazzi, occorreva fare attenzione ed essere più cinici quando siamo andati avanti. Non saremmo dovuti arrivare a rischiare tutto nel finale, avremmo dovuto chiudere la gara prima». Nel finale avete dato l’impressione di aver fatto confusione, che è successo: «Che saremmo dovuti essere più concentrati, fare scelte più decise, non mezze scelte, sia in attacco che in difesa, e un Avellino che ha fatto una partita ottima queste cose non si possono concedere».
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