Giochi più lontani per Fabio Poddighe fermato da un giudice
Problemi con la pistola per il pentathleta sassarese Adesso non potrà più sbagliare se vuole il pass per Rio
SASSARI. Se anziché un pentatleta sassarese fosse un agente segreto britannico probabilmente si presenterebbe così: «Mi chiamo Bond. Fury Bond». Battute a parte Fabio Poddighe non ha preso bene la mancata qualificazione alla finale nella prima tappa della Coppa del Mondo di pentathlon, disputatasi al Cario in Egitto. Un percorso per lui fondamentale, dato che i punti acquisiti nella manifestazione servono per il ranking olimpico, l’appuntamento clou della stagione, e non solo. «Nella scherma sono andato così così – è la sua analisi – mentre nel nuoto sono stato nei miei standard. Ma già a pochi minuti dall’inizio della gara mi è stato detto che la mia pistola non era regolamentare, quindi ho dovuto cambiare arma. Poi come se non bastasse mi sono stati assegnati ben ottanta secondi di penalità, perché secondo il commissario di gara, che si trovava ad 8-9 metri da me, ed alle mia spalle, dopo aver sparato, non ho toccato il tavolino con la pistola nella fase di caricamento (così come previsto dal regolamento). La cosa non è assolutamente vera, come può testimoniare il tecnico della nazionale italiana, ma purtroppo questo non ha avuto nessun peso. Ovviamente sono arrabbiato, perché in quel momento ero in piena fase di recupero, e senza quelle penalità sarei riuscito sicuramente a qualificarmi, e quindi ad accumulare punti per le Olimpiadi».
Un risultato pesante, perché Poddighe è nella condizione di non poter più sbagliare. Infatti ai fini della classifica internazionale, nella quale i primi 36 ottengono il pass per l’appuntamento a cinque cerchi, ogni atleta può utilizzare i tre migliori punteggi ottenuti nelle quattro tappe della Coppa. Il che significa che il sassarese deve qualificarsi in tutte e tre le prossime prove, ed anche ottenere un buon punteggio, per rimanere in corsa.
«A questo punto devo fare il meglio possibile fin dalla prossima gara, per arrivare in finale e dimostrare che potevo farlo anche in Egitto». Un ulteriore stimolo arriva dal fatto che Pier Paolo Petroni, il suo diretto concorrente per il secondo posto nella nazionale italiana a Rio (Riccardo de Luca è già qualificato di diritto avendo vinto la Coppa del Mondo 2015) ha ottenuto al Cairo un ottimo quinto posto. «D’ora in poi il mio parametro – conferma Poddighe – sarà proprio il fatto di dover fare meglio di lui».
Fabio Fresu
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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