Il “caso Torres” porta i giudici all’overtime
Si allungano i tempi per la sentenza di appello sul calcio scommesse: molta incertezza sul destino della squadra rossoblù
SASSARI. E’ stato più facile eleggere il successore di Benedetto XVI che raggiungere un accordo sulla sentenza bis al processo per il calcio scommesse. Il dispositivo del Tribunale di appello federale era annunciato per i primi giorni di questa settimana ma dalle stanze di via Allegri, a Roma, filtrano meno indiscrezioni di quelle che trapelavano dalla Sistina. Gli avvocati sono in attesa, i tifosi fremono e i giocatori fanno finta di pensare ad altro ma vivono ore pesanti. Di certo c’è che i tempi si allungano e sembrano destinati a dilatarsi ancora. I giudici non sarebbero arrivati a una conclusione condivisa e la discussione potrebbe richiedere ancora qualche giorno. Si parla di altre 48 ore di camera di consiglio. E forse di più. Se tutto andrà bene la sentenza potrebbe essere letta nella mattinata di venerdì. Diversamente se ne riparlerà all’inizio dell’altra settimana. Forse lunedì. Forse ancora più avanti.
Pare che tra gli argomenti più controversi ci sia proprio il caso Torres. I giudici hanno ascoltato con attenzione l’arringa del legale rossoblù e ci sarebbero posizioni diverse sulla richiesta di annullare o ridurre i quattro punti di penalizzazione inflitti in primo grado. Gli argomenti a difesa della società rossoblù sono concreti (la squadra sta già scontando l’ergastolo della retrocessione dalla Lega Pro alla serie D) e il tribunale potrebbe tenerne conto.
La sentenza non sarà ininfluente ai fini del campionato perchè se è vero che la Viterbese sembra ormai irraggiungibile e anche vero che ci sono in ballo i quattro posti che valgono i playoff. La Torres è in piena corsa promozione e ha il diritto di disputare la sua volata senza la zavorra di una penalizzazione sentita da tutti (avversari compresi) come una vera e propria ingiustizia.
Intanto la squadra ha ripreso gli allenamenti dopo il passo falso di San Cesareo. I rossoblù si sono allenati nel pomeriggio perchè in mattinata hanno aderito a una campagna di sensibilizzazione lanciata dall’Avis provinciale. Mister Marco Sanna e i suoi ragazzi, accompagnati da dirigenti e dallo staff rossoblù, hanno donato il sangue nell’autoemoteca del punto raccolta allestito in Piazzale Segni. «E’ importante dare l’esempio – ha sottolineato Alessandro Sala, presidente dell’Avis comunale e vicepresidente provinciale – e quando arriva da ragazzi così seguiti è ancora più importante. Il messaggio deve arrivare soprattutto ai giovani perchè è necessario avere sempre nuovi donatori. In Sardegna è ancora più importante perché, rispetto ad altre regioni, siamo in costante emergenza».
«Donare il sangue fa bene, a chi lo riceve e chi lo dona – ha concluso Sala –. E’ un gesto d’amore, gratuito e che può salvare tante vite».
A.L.
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