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Cagliari, keep calm e batti il Trapani

di Mario Frongia
Cagliari, keep calm e batti il Trapani

Serie B. Le due sconfitte non allarmano la capolista ma mister Rastelli e la dirigenza lavorano sul piano psicologico

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CAGLIARI. Un passaggio complesso, da affrontare con serenità e coscienza nei propri mezzi. Il Cagliari prepara la trasferta di Trapani con concentrazione ma senza isterie né allarmismi. Gufi e tuttologi della prima e ultim'ora suonano la grancassa per due sconfitte di fila. Ma un dato è certo: il Cagliari va in Sicilia da primo in classifica.

Con una piramide di punti, 61, nel mezzo di un calo fisiologico in cui spiccano infortuni e squalifiche. Con la chiamata dei Primavera ma, domani, senza pedine strappate agli Allievi, come con il Novara. Capita. Ed è in questi frangenti che si vedono i team di pregio. Di fatto, ad Asseminello nessuno si piange addosso. Massimo Rastelli e il suo staff tengono la barra ferma. Sau e soci sono sul pezzo.

Lavoro e ancora lavoro, con la testa leggera e un pensiero a quanto di strepitoso è stato fatto in sette mesi: 190' non cancellano il corso della storia.

La B, incubo per club di spessore e nomi di grido, non fa sconti.

Dopo due terzi di stagione la flessione è fisiologica. E si amplia se si fanno i conti con assenze ripetute nei settori chiave. In mediana, ad esempio, pesa il forfait di Di Gennaro, Munari e Dessena: chi scorda il capitano è fuori strada. Tra l'altro, parliamo di un gruppo che fino a tre partite fa vantava in casa una marcia da record, appena inferiore in Europa a Bayern Monaco e Psv Eindhoven. Insomma, anche per la tifoseria è il momento di mostrare maturità. L'attaccamento deve essere solido proprio in questi passaggi. D'altronde, anche in casa altrui (Piacenza, Bari, Cesena, Crotone, Brescia) le frenate non mancano. Dunque, keep calm e forza Cagliari.

Gol cercasi. A frugare nei sei ko rossoblù, con le big della B, si scopre che in quattro si è giocato in dieci e con assenze da sei a otto uomini. Nella quinta (Brescia) c'è stato il ko di Dessena. La curiosità? In quattro match era fuori causa Ceppitelli, leader difensivo. E in attacco? Sau, Farias (col Novara, sullo 0-0 tira alle stelle di fronte al portiere), Giannetti (rigore e palo sullo 0-0 a Cesena) e Melchiorri vanno a corrente alternata. I gol sono il pane del calcio e del Cagliari. Da qui, spirito e visione condivisa del gruppo. Per salire in A si rema tutti assieme.

Il precedente. La B è un thriller. Il Sassuolo di Di Francesco, nel 2012/13 domina la stagione con vantaggi siderali sugli inseguitori ma la matematica per la A arriva solo il 18 maggio. Passo indietro. Il Napoli nel 2001/02 parte con una rosa da urlo ed è candidato principe alla promozione. De Canio allena Moriero e Sesa, Stellone e Jankulowsky, Ametrano e Mancini, Luppi e Floro Flores, Bocchetti e Artistico: il Resto del mondo tra i cadetti. Nel mix di campioni affermati e futuri, c'è anche Rastelli. Il tecnico del Cagliari arriva dal Piacenza, gioca 32 partite e segna 6 reti. Mica male. Però la squadra fallisce la risalita in A e si piazza quinta. Ovvero, gli annuari dicono che con le figurine Panine non è scontato centrare gli obiettivi.

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