Disastro Dinamo a Pesaro, Tony Mitchell rispedito a casa
I biancoblù cadono malamente nel match dell’esordio in panchina di Federico Pasquini Gara pesantemente condizionata dagli arbitri. Oggi la società taglierà l’americano
INVIATO A PESARO. Massacrata dagli arbitri, azzoppata dalla troppa voglia di uscire dal tunnel e infine mandata ko in maniera pesantissima da un’avversaria più affamata, più accorta, più squadra. L’avventura di Federico Pasquini sulla panchina della Dinamo inizia nel peggiore dei modi, con un match da incubo all’Adriatic Arena di Pesaro. La Consultinvest passa a vele spiegate (86-65) facendo scivolare i campioni d’Italia sempre più giù in classifica. Sulla partita, è bene dirlo, pesano pesanti ombre legate all’arbitraggio: nei primi due quarti i sassaresi sono stati letteralmente massacrati dai direttori di gara, che nel giro di pochi minuti hanno messo di fatto fuori causa tutti i lunghi biancoblù con fischi spesso incomprensibili: 10 falli contro 2 nel primo quarto, 18 a 7 al 20’, con la squadra di Paolini che è stata brava a capitalizzare il tutto, costruendo un solido vantaggio (49-30 all’intervallo), difeso poi senza problemi sino alla fine.
Mitchell a casa. Staff tecnico e società non hanno gradito l’arbitraggio ma non cercano scuse. Intanto però arriva un importante giro di vite: Tony Mitchell oggi verrà tagliato e rispedito a casa. La sua avventura sassarese si conclude dopo appena due mesi nel peggiore dei modi, con l’ennesima prestazione deludente che ha caricato di enorme negatività la squadra. Chiuso il mercato, il roster biancoblù torna dunque a 12 per il finale di questa tribolata stagione.
Lo schiaffo iniziale. Coach Pasqui ni spedisce in quintetto Akognon, Logan, Mitchell, Petway e Kadji. La squadra si muove in maniera troppo farraginosa in attacco, dove piovono troppe triple sul ferro, e in difesa va persino peggio: l’allegra brigata degli uomini in grigio guidata da Taurino fischia l’impossibile contro i lunghi sassaresi ed è una mattanza: Petway e Kadji sono fuori con due falli dopo 3’18”, Alexander li segue a ruota 2 minuti più tardi. Pesaro così può dilagare: dal 3-3 al 14-7, sino al 20-10. Pasquini spende tutti i timeout, ordina la zona e prova (quasi) tutti i cambi possibili. Akognon e Sacchetti infilano una tripla, mentre Logan e Mitchell non si sbloccano. Alla prima sirena la situazione è già drammatica: Pesaro avanti 26-14 e Dinamo avanti solo nei falli: 10-2, con Kadji e Alexander a quota 3 ciascuno.
Il crollo. Lo shock del primo quarto è forte e i sassaresi non si riprendono. Lacey e Christon dalla lunetta portano i marchigiani a +17 (31-14). La Dinamo prova a riorganizzare la difesa, ma Taurino combina l’incredibile, fischiando il quarto fallo a Petway e Alexander. I falli sono 3 per Pesaro e 14 per i sassaresi, Paquini ne ha abbastanza e allora Taurino provvede con un fallo tecnico: alla fine della fiera la Dinamo si trova sotto di 19 (37-18) e in discesa libera. Mitchell si vede fischiare il terzo fallo su una stoppata apparsa pulitissima, Ceron dall’altra parte infila la tripla che spedisce i biancoblù a -24 (45-21), con la partita virtualmente chiusa.
La reazione che non c’è. Rialzarsi in quelle condizioni sarebbe stato difficile per la migliore Dinamo dello scorso anno, figuriamoci per quella molle, svogliata e senza personalità di questa stagione: si riparte, per quanto possibile, dalla difesa, dove Sacchetti è costretto a giocare per lunghi minuti da centro. La striscia di tiri liberi a favore dei padroni di casa si allunga sino al 21 contro 2 ma prima dell’intervallo c’è ancora tempo per il quarto fallo di Mitchell (ed è forse la prima buona notizia, vista la qualità della prestazione). Al 20’ è 49-30, poi c’è tempo solo per uno strazio lungo 20 minuti, con Pesaro che tocca il +28 (76-48 a 8’ dalla fine) e i sassaresi che non riescono mai ad avere una reazione convincente. Si chiude sul -21 (86-65) e con la certezza che sarà una settimana molto calda.
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