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Due banali incidenti di gioco, il calcio è fatto anche di agonismo

SAMASSI. «Un normale contrasto di gioco». Guglielmo Falciani, non ci sta. Rispedisce al mittente le accuse di “giocatore scorretto»portate avanti dall’allenatore del Cabras Nino Cuccu. E anzi,...

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SAMASSI. «Un normale contrasto di gioco». Guglielmo Falciani, non ci sta. Rispedisce al mittente le accuse di “giocatore scorretto»portate avanti dall’allenatore del Cabras Nino Cuccu. E anzi, rilancia, sentendosi lui preso di mira e pronto a ogni azione (anche legale) per tutelarsi. Il racconto del giocatore. «Con Musu è stato uno scontro fortuito: entrambi stavamo andando sulla palla, ci siamo scontrati, l’arbitro era di spalle ma quando si è voltato vedendomi per terra insieme all’avversario mi ha addirittura ammonito. Non ho dato, nemmeno involontariamente, alcuna gomitata e non vado in campo la domenica per mandare gli avversari all’ospedale come ha detto qualcuno».

Niente scuse. «Non devo chiedere scusa perché non ho fatto nulla. Sono dispiaciuto per quello che è successo, questo sì. Non ho chiuso occhio questa notte ma avverto intorno me un clima di odio». Giocatore cattivo? Guglielmo Falciani gioca da difensore centrale. Normale, in Prima Categoria, dare (ma anche prendere) botte in campo. Eppure l’etichetta di killer che gli hanno cucito addosso stride un po’ con gli appena cinque cartellini gialli e un rosso (per doppia ammonizione) ricevuti quest’anno. «Ogni domenica quando giochiamo in trasferta sono insultato per tutta la partita. Lo scorso anno durante una gara ho ricevuto schiaffi e un calcio che mi ha procurato un ematoma di dodici centimetri ma sono rimasto in campo. So che il calcio è anche agonismo».

Gian Luca Atzeni

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