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Rossi e le Rosse sfortunati: «Ma è soltanto l’inizio»

Rossi e le Rosse sfortunati: «Ma è soltanto l’inizio»

Segnali positivi per i tifosi della Ferrari e di Valentino nel primo Gp della stagione Arrivabene: «Le Mercedes non sono più irraggiungibili, ci rifaremo in Bahrein»

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ROMA. Due terzi posti, ma dal sapore molto diverso. Se il piazzamento di Sebastian Vettel a Melbourne non è cambiato rispetto al 2015, si è però ridotto notevolmente il distacco accumulato dalle Mercedes. L'anno scorso Vettel era salito sul gradino più basso del podio d'Australia incassando 34” e mezzo dal vincitore, Lewis Hamilton. Ben diverso l'esito della gara di domenica, quando la distanza con Rosberg si è misurata in 9” e 643 millesimi e quella dal campione del mondo in carica in poco più di 1” e mezzo. Certo, le Mercedes restano le monoposto da battere, ma la Rossa ha dimostrato di essere l'unica in grado di risvegliare la lotta per il titolo, l'alternativa all'ennesimo monologo del marchio con la stella a tre punte.

Questo è il bicchiere mezzo pieno, o addirittura «tutto pieno», come lo ha definito il team principal Maurizio Arrivabene. Quello mezzo vuoto sta invece in quella gara condotta per oltre metà in testa, dopo una partenza entusiasmante, e terminata - complice la bandiera rossa per il pauroso incidente di Alonso, una strategia gomme non indovinata ed il ritiro di Kimi Raikkonen - con un terzo posto che alla Ferrari va stretto. Ecco perché già il gran premio del Bahrein, in programma il 3 aprile, sarà un test importante per capire quanto si è alzata l'asticella della sfida lanciata da Maranello.

«Il nostro ritmo in gara a Melbourne è stato molto buono - ha sottolineato Arrivabene - e nelle fasi finali della corsa Vettel è riuscito ad arrivare molto vicino ad Hamilton. Dobbiamo continuare a spingere perché ogni gara ha la sua storia. Con la testa siamo già alla prossima corsa, dove puntiamo a fare ancora meglio».

La voglia di rivincita c’è anche in Valentino Rossi che non del tutto sodisfatto del quarto posto nella «prima« in Qatar, vinta dal compagno di squadra Lorenzo davanti alla ducati di Dovizioso e alla Honda di Marquez. «Non c’è mai stato un punto della pista dove potevo provare a superarli» ha detto il Dottore. «È stata una gara velocissima con noi lì davanti ad andare tutti molto forte, quelli davanti a me, anche un pelo in più. Mi mancava qualcosa anche se sono stato veloce. Ero molto vicino a Dovizioso e Marquez ma non avevo la velocità necessaria per provare un attacco. Ma questo è solo un inizio e mi dà coraggio per il prosieguo della stagione. Siamo battuti ma vispi».

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