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Checco Milia: «Perché ho calciato fuori il rigore? La promozione non la voglio così»

di Paolo Muggianu
Checco Milia
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Checco Milia

L’ex di Olbia, Nuorese e di altre squadre sarde, che a 40 anni si diverte ancora giocando in Seconda categoria con la maglia del Telti, spiega le ragioni di un gesto che divide il mondo del calcio

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OLBIA. A quarant’anni ha voluto assaporare il gusto di disputare anche il campionato di Seconda categoria. Francesco – per gli amici Checco – Milia, è uno dei giocatori simbolo del Telti capolista del girone N.

E da sabato pomeriggio è finito sui notiziari anche nazionali per un gesto inusuale che ha fatto discutere.

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Sbagliare volontariamente un calcio di rigore in una partita decisiva per la vittoria finale ha diviso il mondo del pallone: c’è chi è a favore e chi invece, specialmente sui social network, si è arrabbiato con questo giocatore che però con il suo gesto ha dimostrato in primo luogo di essere un uomo, e un uomo di sport.

Checco Milia ha alle spalle una lunga carriera e una lunga esperienza, che adesso sta mettendo al servizio del Telti. Cresciuto nel settore giovanile dell’Olbia, Milia debutta in C2 con la maglia bianca con allenatore Franco Colomba nella gara interna contro il Novara (stagione 1991-92), successivamente ha vestito le maglie di Santa Teresa, Tavolara, Corrasi, Ghilarza, ancora Olbia, ancora Tavolara, Tempio, di nuovo Tavolara, Castelsardo, Arzachena, Budoni, Nuorese, Olbia, Porto Rotondo, Posada, Porto Rotondo, Posada, Golfo Aranci e da quest’anno a Telti.

“Alla mia età mi sono voluto rimettere in gioco – queste le parole di Checco Milia – quest’anno scendendo in una categoria nella quale non avevo ancora giocato. A Telti siamo un gruppo eccezionale, fatto di brava gente che si diverte durante gli allenamenti e nelle partite. Sabato scorso contro la Stella Smeralda ho ritenuto di dover calciare fuori il rigore perché il Telti vincerà questo campionato senza che nessuno possa dire che lo ha fatto perché gli arbitri lo hanno aiutato. Siamo la squadra più forte e stiamo dimostrando di meritare ampiamente il salto di categoria”.

Martedì, alla ripresa degli allenamenti, cosa le hanno detto i compagni di squadre e il mister Giorgio Bagatti, al quale in un primo momento non è certamente andato giù il suo gesto? “Non è successo niente, con il mister ci conosciamo da una vita e perciò non ci sono problemi, ma neanche con i compagni di squadra, che hanno capito il mio gesto”.

Quasi venticinque anni di attività dalla C2 all’attuale Seconda categoria, quali sono gli allenatori e quale il compagno di squadra che ricorda con maggiore piacere?

“Sinora ho vinto quattro campionati con Olbia, Santa Teresa, Tempio e Budoni, ricordo con maggior piacere la stagione con l’Olbia nella quale segnai sette gol, mentre gli allenatori con cui sono andato più d’accordo sono stati sicuramente Guido Carboni, Sergio Bagatti e Attilio Sorbi, senza dimenticare anche Luigi Alvardi con il quale ho realizzato il mio record personale di reti che è di 11 centri ai tempi dell’Arzachena in serie D. Sul compagno di squadra più forte che ho avuto non ho certamente dubbi: si tratta di Gianmario Rassu, uno che ti risolveva la partita da solo: lo stimo tantissimo e siamo ottimi amici oltre che compari di matrimonio”.

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