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Una squadra che ha perso un po’ di certezze

CAGLIARI. Nel calcio italiano, a tutti i livelli, davanti sta non chi segna tanti gol ma chi ne subisce meno. In serie A, per esempio, il Napoli ha l’attacco più prolifico, ma è della Juventus la...

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CAGLIARI. Nel calcio italiano, a tutti i livelli, davanti sta non chi segna tanti gol ma chi ne subisce meno. In serie A, per esempio, il Napoli ha l’attacco più prolifico, ma è della Juventus la difesa bunker e i bianconeri guardano tutti dall’alto verso il basso. In B non fa differenza: il Crotone è davanti al Cagliari perchè ha subito meno reti dei sardi, nonostante la squadra di Massimo Rastelli ha segnato a raffica. Prima non prenderle: questa la parola d’ordine. I rossoblù troppe volte non sono riusciti a tenere la porta inviolata. Se a questo si aggiunge che hanno trasformato solo il 28% delle occasioni costruite, ecco spiegato perchè a otto turni dalla fine, nonostante abbiano un organico qualitativamente superiore a quello dei calabresi, non siedono sul trono della cadetteria.

Involuzione. Il Cagliari, spesso, si adegua ai ritmi degli avversari. Solo quando è costretto ad inseguire, cambia marcia e gioca in velocità. E’ vero che in campo ci sono anche gli altri che non ti lasciano fare quello che vuoi, però va sottolineato che i rossoblù diventano prevedibili se la loro manovra si sviluppa con tanti passaggi in orizzontale e poche verticalizzazioni. Gli esempi più recenti sono Vicenza e Modena. Due vittorie forse non meritate ma ottenute quando la squadra ha giocato con passaggi di prima, sfruttando le corsie.

Rivoluzione. Da un po’ di tempo è cambiato il modo di stare in campo di Marco Sau. L’attaccante fa un gran movimento, cerca di non dare punti di riferimento agli avversari. Così facendo diventa meno pericoloso perchè è costretto a giocare costantemente spalle alla porta. Contro lo Spezia non ha mai ricevuto un passaggio in profondità, è sempre stato costretto a venire incontro. Il risultato? Non ha mai tirato verso la porta. Sau è un bomber non un rifinitore. Magari i suoi movimenti possono creare problemi alle difese avversarie ma c’è da farsi una domanda: vale la pena rinunciare al suo apporto di gol? A Modena, gara dove ha sbagliato due gol davanti alla porta, ha dimostrato che può essere decisivo se gioca nell’area avversaria. Non è un caso se quella sfida l’ha decisa lui.

R.M.

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