ECCESSI E TENSIONI CHE RISCHIANO DI MINARE LO SHOW
Ormai siamo ben oltre l’arte della sportellata. Guidare in pista non è mai stata roba per educande e il colpo al limite fa parte dello show. Ma adesso c’è da far di conto con l’esasperazione legata...
Ormai siamo ben oltre l’arte della sportellata. Guidare in pista non è mai stata roba per educande e il colpo al limite fa parte dello show. Ma adesso c’è da far di conto con l’esasperazione legata al mercato piloti, ad antichi e indimenticati conti da saldare e soprattutto con il veleno seminato da Marc Marquez nel disgraziato finale del 2015. E il risultato è fatto di sguardi che neanche si incrociano sul podio, con tappi di champagne che saltano ai lati opposti. E il segnale che siamo ormai vicini a toccare il fondo è rappresentato da un pilota corretto e perbene come Andrea Iannone che finisce con lo speronare il compagno di squadra. Ormai non c’è più un traguardo da tagliare prima degli altri, qui il primo obiettivo è battere a tutti i costi il compagno perché non si sa più quanti posti ci saranno a fine stagione, con altri big che si muovono e che si offrono. Ballano tanti soldi ma da solo tutto questo non basta per giustificare la tensione, l’esultanza oltre i limiti per un pilota caduto, i segni di disprezzo che ogni giorno volano come missili nel paddock. L’abbiamo chiamata Formula Rodeo, questa MotoGp che si sta snaturando, che sta offrendo un’immagine ancora peggiore di quella che potevamo aspettarci. Se poi ci aggiungiamo i pasticci legati agli pneumatici ancora non proprio sicuri, alla necessità di spezzare in due la corsa con cambi moto da circo equestre, ecco che il quadro è completo. Andare avanti così fino a novembre, oltreché rischioso, potrebbe dare una brutta spallata a uno sport magnifico. (s.t.)
@s__tamburini
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