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Luca Chiabotti «Dopo Caserta playoff più vicini per i biancoblù»

Luca Chiabotti «Dopo Caserta playoff più vicini per i biancoblù»

SASSARI. «Quello con Caserta è un successo cruciale per il cammino della Dinamo. I playoff sono davvero più vicini». Parola di Luca Chiabotti, storica firma del basket per la Gazzetta dello Sport,...

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SASSARI. «Quello con Caserta è un successo cruciale per il cammino della Dinamo. I playoff sono davvero più vicini». Parola di Luca Chiabotti, storica firma del basket per la Gazzetta dello Sport, che da qualche settimana gravita nel mondo Dinamo come consulente e supervisore legato alla comunicazione. «Da qui alla fine della regular season manca ancora tanto – spiega Chiabotti –, le ultime giornate hanno riservato grandi sorprese su molti campi e penso che anche nelle quattro giornate che restano non ci sia nulla di scontato. La Dinamo ha un calendario particolare: ora troverà Torino, che è certamente la squadra del momento. Poi andrà a Reggio Emilia, per un match ricco di fascino, e a Pistoia, contro una squadra che appare in netto calo. Infine arriverà a Sassari l’Olimpia Milano, che potrebbe già essere proiettata sulla seconda fase. Io dico che c’è il margine per attendersi qualcosa di buono, anche perché nei playoff la posizione conta meno dell’inerzia con la quale si arriva a disputare la seconda fase».

La Dinamo è tra le tre società che hanno scelto di seguire Bertomeu e la sua Euroleague. Che idea si è fatto di questa diatriba? «L’Eurolega ha fatto cose eccezionali in questi 15 anni – dice Chiabotti – e si è guadagnata un certo credito nell’ambiente, a livello di serietà, etica e di garanzie legate allo sviluppo dei club. Penso anche al fair play economico, che è partito proprio dall’Eurolega e non certo dalla Fiba. Detto questo sia Bertomeu che Baumann, il capo della Fiba, sono due dirigenti di altissimo livello. Arrivati a questo punto devono guardarsi in faccia e trovare una soluzione».

La Dinamo, Trento e Reggio Emilia rischiano qualcosa? «A mio avviso no. Il diritto di scelta dei club non può essere messo in discussione: sono le società a pagare i giocatori e ad alimentare attraverso i loro tesserati le manifestazioni della Fiba. È normale che poi vadano là dove ci sono garanzie legate al proprio sviluppo. Tutta questa storia sta rovinando la cosa più bella che l’Europa del basket aveva, andava certamente risolta e ricomposta prima di arrivare a questo punto». (a.si.)

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