«Valentino Rossi? È in formissima e fa pochi errori»
L’ex campione oggi consulente della direzione gara: «La sicurezza? La Michelin sta facendo un buon lavoro e i piloti si calmeranno»
di Cristiano Marcacci
La compagnia di Guido Meda sicuramente gli manca, ma alla chiamata della Federazione internazionale e degli organizzatori della Dorna (unita all’esigenza di un maggior rispetto delle regole dopo la tormentata stagione 2015) non poteva rispondere di no. L’ex campione Loris Capirossi, fino all’anno scorso commentatore d’eccezione di Sky Sport per il Motomondiale, oggi commenta solo il dopo-gara ma è soprattutto il consulente della direzione gara della MotoGp, composta da tre membri, Mike Webb per l’Irta, Javier Alonso per la Dorna e Franco Uncini per la Fim. Quindi, è cambiata la sua visuale, ma è rimasta perfettamente intatta la sua lucidità di analisi degli eventi e dei comportamenti dei protagonisti. Capirex accetta di parlare con noi mentre è “bloccato” in una camera d’albergo in Argentina, in attesa di partire per gli Stati Uniti, dove domenica prossima andrà in scena il terzo Gran premio della stagione del Motomondiale. Il suo aereo ha subìto un ritardo di ben 24 ore. «In Argentina – ci dice, abbastanza infastidito – è sempre così. Per prendere gli aerei ci sono frequentemente un sacco di difficoltà».
Allora, Capirossi, torniamo subito alla gara argentina spezzata in due. È stata la scelta giusta?
«Direi proprio di sì. È stata una scelta dettata dalla sicurezza. E quando si tratta di sicurezza non c’è da scherzarci troppo. Inoltre, è stata il frutto di lunghe e articolate discussione dopo quanto era successo in prova. D’altronde, ne abbiamo parlato approfonditamente con quelli della Michelin ed è venuto fuori che non esisteva il tempo materiale per mettere a disposizione uno pneumatico diverso e sufficientemente testato. Tenendo altresì presente che il livello di competizione è, in questa fase, altissimo, è stato preferito adottare il medesimo provvedimento di Phillip Island nel 2015 con la Bridgestone. Tornando alla Michelin, ho grande fiducia nel loro operato. Il loro impegno è totale, stanno lavorando al 100% delle loro capacità e possibilità, gli pneumatici nuovi sono stati già spediti in Texas e stanno risolvendo i problemi. Qualche tensione nell’ambiente c’è, ma è normale. È comunque tutto sotto controllo. Noi coi team manager ci parliamo spesso e i piloti sono perfettamente consapevoli che quando si cambia tipo di gomma qualche difficoltà salta fuori».
Alla luce di quanto successo tra Iannone e Dovizioso, si può dire che stanno crescendo le rivalità interne. Questo sta preoccupando la direzione gara della MotoGp?
«In questo ambito devo dire che qualche problemino in più esiste. Se ripenso all’ultimo giro delle Ducati... Comunque, dobbiamo pensare anche a Valentino e a Marquez: il loro confronto è stato stavolta all’insegna della massima sportività e correttezza. E poi, le rivalità ci saranno sempre, sono il sale delle corse».
Cosa si aspetta dalla gara in Texas?
«È sicuramente una corsa dal pronostico non facile. Sostanzialmente per due aspetti: per la pista, molto difficile, e per le gomme, con cui in molti ancora faticano a prendere confidenza. Soprattutto con lo pneumatico anteriore potrebbero esserci dei problemi. Ci vorranno delle dosi maggiori di attenzione e concentrazione per prendere delle scelte oculate al momento giusto».
Quello del 2016 sarà un campionato aperto come quello dello scorso anno?
«Penso proprio di sì. Quest’anno sarà davvero un’incognita, anche se alla fine credo che la spunterà chi farà valere la maggiore esperienza, che gli potrà quindi permettere una migliore gestione della nuova elettronica e delle nuove gomme. Nei test alla vigilia del Mondiale la Yamaha sembrava di un altro pianeta, la moto da battere. Lo è ancora, per carità, ma la Honda si è subito fatta sotto, recuperando velocemente parte del gap. Ed ora Marquez è addirittura al comando del Mondiale».
E Lorenzo? Un errore isolato?
«Direi di sì. Un errore. Punto e basta. Come possono capitare a chiunque, in qualunque momento. È caduto andando a toccare una parte di pista ancora bagnata. Può succedere. Non drammatizzerei più di tanto».
Veniamo alla Ducati. È presto per parlare di una maledizione vestita di rosso?
«Anche in questo caso non drammatizzerei. Penso che da un lato l’intelligenza dei piloti e dall’altro l’organizzazione del team siano tali da far sì che la crisi, se così possiamo chiamarla, possa essere ricomposta nel giro di poco tempo. Sono sicurissimo che per Ducati la prima vittoria sia vicinissima. Mi auguro che sia vicinissima, perché se lo meriterebbe davvero».
Chiudiamo con Valentino. Lei lo conosce bene. Che periodo sta attraversando?
«Guardi, glielo posso assicurare: è in uno stato di forma strepitosa. Tra i piloti di prima fascia è quello che sta sbagliando meno e questo continua a essere il suo punto di forza».
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