Dal Giappone a Sassari tra tifo e affari
Tre imprenditori nipponici in Club House a caccia di souvenir
SASSARI. Chiamatelo “effetto Togashi”, oppure semplicemente effetto Dinamo. Ieri nella Club House si sono presentati tre signori con gli occhi a mandorla: «Siamo qui per scoprire la Sardegna, imparare a fare i dolci sardi e comprare una maglia della Dinamo».
Non si tratta di turisti, bensì di imprenditori arrivati in Sardegna apposta dal Giappone per andare alla scoperta delle eccellenze del territorio insieme a un loro collaboratore. A Tokyo gestiscono il Seadas Flowers Cafè, un posto in cui è possibile mangiare e bere sardo, inaugurato tre anni fa dopo il primo viaggio in Sardegna. Sono stati già diverse volte in Italia ma per loro è la seconda volta sull’isola. Una seconda volta speciale, alla scoperta di una realtà capace di attrarre, e tanto, la popolazione del Sol Levante: quella sarda, quella biancoblù. Grazie al tour operator Galusè di Marco Sulis, accompagnati nel loro viaggio dall’interprete Carla Deidda e da Franciscu Pala, sono arrivati a scoprire anche il basket sassarese. L’incontro si è concluso con uno scambio di doni.
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