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«Arriviamo a 75 punti e siamo in serie A»

di Roberto Muretto
«Arriviamo a 75 punti e siamo in serie A»

Il centrocampista del Cagliari Gianni Munari fissa la quota promozione. «Andiamo ad Ascoli convinti di poter vincere»

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CAGLIARI. Ha dovuto fare i conti con una serie di infortuni muscolari che hanno condizionato la sua stagione. Gianni Munari tocca ferro. Il centrocampista del Cagliari si è ripreso dall’ennesimo malanno fisico e spera di essere protagonista dello sprint finale che riporterà i rossoblù in serie A. La squadra di Rastelli (ieri si è fermato Ceppitelli che ha accusato un’infiammazione al ginocchio) è attesa da una trasferta complicata. Ad Ascoli non sarà una gita. Dopo la sconfitta in casa (la terza di fila) con lo Spezia, è vietato commettere altri errori. Munari la pensa così. «E’ inutile negare che c’è stato un calo - spiega -. Il vantaggio accumulato sulle terze sul piano mentale un po’ ci ha condizionato. I gol che ultimamente abbiamo subito sono la conferma. Anche gli infortuni, tanti e tutti insieme, hanno inciso molto. E’ chiaro che se perdi tre volte di fila in casa c’è qualcosa che non va».

A proposito di infortuni, lei non si è fatto mancare nulla.

«E’ tutto l’anno che devo fare i conti con fastidi muscolari. In tanti anni di carriera non ho mai avuto di questi problemi. Non so perchè, forse aver giocato in Inghilterra e aver finito il campionato a maggio, in qualche modo mi ha condizionato. Guardi, fino a novembre non mi consideravo parte del progetto non avendo mai giocato. Stavo recuperando la forma migliore e mi sono fermato di nuovo. Spero sia finita perchè ovunque ho giocato sono sempre stato protagonista».

Tocchi pure ferro ma ormai siete in serie A.

«Per curiosità proprio ieri ho guardato la classifica al termine del girone di andata. Eravamo secondi a un punto dal Crotone e a tre dal Novara. Tutti dicevano che stavamo facendo grandi cose. Adesso che siamo a più 14 dalle terze sembra che la situazione stia precipitando. Sarebbe assurdo se non centriamo la promozione».

Domani ad Ascoli non sarà una passeggiata.

«Ho giocato con Cacia, è uno degli attaccanti più forti della B. La vittoria di Perugia ha trasmesso ai marchigiani una grande carica. Abbiamo visto i video di come giocano, sono compatti e in più contro di noi proveranno a fare la gara della vita. Dovremo essere cattivi, soprattutto sotto porta, e determinati».

La sensazione è che quando gli avversari vi aggrediscono andate in crisi. E’ così?

«Siamo una squadra costruita per giocare a calcio, non per difenderci e ripartire. Il mister lavora molto su questo aspetto. E’ normale che se gli spazi si riducono andiamo un po’ in difficoltà e non riusciamo a fare certe giocate. Non è una questione di carattere, quello ce l’abbiamo, è proprio un problema di caratteristiche».

Quanti punti servono per festeggiare la serie A?

«Sono convinto che 74-75 punti sono sufficienti. A noi ne mancano una manciata e credo che nelle otto partite che mancano li metteremo insieme. Il mister ci ripete sempre che possiamo festeggiare solo quando avremo il conforto della matematica. E’ un concetto che abbiamo abbastanza chiaro».

Lei ha giocato da tante parti. Il Cagliari ha grandi progetti e li sta portando avanti. Che idea si è fatto?

«Che sono approdato purtroppo tardi in un club che sta pianificando un futuro interessante. E lo sta facendo con atti concreti e non con le chiacchiere che nel mondo del calcio si sprecano».

Entri nel dettaglio.

«Per esempio il settore giovanile. E’ stato affidato a una persona seria e preparata come Beretta. E’ questa la base da cui partite, perchè i bravi giocatori te li devi costruire in casa. Sono stato in Inghilterra e ho visto come sono strutturati i club. Il vivaio è la priorità. Poi c’è tutto il resto, tra cui lo stadio e le varie iniziative. Il Cagliari ha la fortuna di avere un presidente appassionato di calcio e determinato. Credo che in futuro i tifosi si divertiranno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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