Capitan Storari sprona i suoi: «Guai a pensare che sia finita»
CAGLIARI. La ferita è aperta. E a lenirla non basta certo il fair play di Juric, tecnico del Crotone capolista: «Troppe critiche sul Cagliari, sta facendo un campionato di alto livello». Marco...
CAGLIARI. La ferita è aperta. E a lenirla non basta certo il fair play di Juric, tecnico del Crotone capolista: «Troppe critiche sul Cagliari, sta facendo un campionato di alto livello».
Marco Storari mastica amaro. E come sempre ci mette la faccia: «Se giochiamo così c'è poco da goderci il momento. Dobbiamo darci una bella svegliata, oggi abbiamo perso contro una squadra inferiore al nostro livello». Parole severe. Utili per un gruppo che deve reagire. Importanti anche per evitare altri rilassamenti: dietro corrono. Il 2-1 incassato ad Ascoli brucia. Anche per la mezzora finale con un uomo in più. «Abbiamo concesso due occasioni e abbiamo preso due gol. Quando concedi queste palle gol, si rovina tutta la partita. Questo non è lo spirito per andare in A» attacca Storari. Il concetto è chiaro. Il capitano precisa: «Avevamo la determinazione giusta fino a un mese fa. La risposta? Dobbiamo fare mea culpa. La squadra è costruita per fare bene e per vincere. Ma continuando così facciamo molta fatica».
Il dopo gara al "Del Duca" non è facile. La quinta sconfitta nelle ultime otto partite pesa più del Crotone che si porta avanti di cinque lunghezze e di Bari e Spezia, terze in classifica, che accorciano a -11 dal Cagliari. Storari para al meglio: «No, non abbiamo perso le certezze. La serie A la conquisteremo, ma abbiamo avuto un periodo caratterizzato dagli infortuni e ci siamo allenati col contagocce perché eravamo in pochi».
L'analisi è complessa, con più di una variabile. Il portiere pisano prova a ricucire: «Forse stiamo pagando proprio la lunga serie di assenze: alcuni allenamenti li abbiamo fatti in dodici, tredici. E il largo vantaggio che abbiamo sempre avuto sulle inseguitrici potrebbe averci condizionato in maniera negativa».
La seconda sconfitta di fila è dura da digerire. «Bisogna essere onesti, stiamo avendo una brutta involuzione. Abbiamo perso contro un avversario comunque inferiore, prendendo due gol su tre occasioni concesse. Non possiamo lasciare questi spazi: in B gli attaccanti ti puniscono».
L'sms per Salamon e Krajnc è chiaro. Ma come sempre, colpe e meriti si dividono tra i 21 convocati e lo staff tecnico. «Per andare in A dobbiamo fare ancora tanti punti, ne abbiamo fatto molti all'andata, adesso sono pochi. Le critiche? Vanno bene se sono costruttive. Ripeto, siamo costruiti per vincere e giocare bene, ora facciamo fatica. Ma guai a pensare che sia finita. Serve il massimo dei punti nelle ultime sette partite».
Mario Frongia
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