Gavettoni dal cielo e tuoni per la festa del Latte Dolce
Il meteo non riesce a rovinare la giornata che celebra la promozione in serie D Presentazione goliardica, squadra in parrucca, maglie celebrative e l’arrostita
SASSARI. Freddo, pioggia, vento. E alla fine anche lampi e tuoni. Il meteo ce l'ha messa proprio tutta per rovinare la festa al Latte Dolce, riuscendoci in parte. Il dispettoso rigurgito d'inverno si è fatto sentire sul campo e sugli spalti, dove al posto delle bandiere hanno sventolato gli ombrelli, ma è stato comunque un giorno speciale. Sassari ha tributato il meritato applauso alla squadra di quartiere, protagonista di un vero miracolo sportivo, regalando alla città un'altra presenza in un campionato nazionale.
I ragazzi biancocelesti volano in serie D e a complimentarsi con loro c'era anche il sindaco Nicola Sanna, che ha seguito con simpatia la trionfale galoppata di questa stagione. «Volevo esserci in questa occasione – ha detto a fine gara – per manifestare personalmente l'entusiasmo per un’impresa notevole, non solo in ambito sportivo ma anche sul piano sociale. Il Latte Dolce è stato capace di costruire qualcosa di grande grazie alla serietà e all'impegno, nonostante le sue poche risorse. Peccato solo per il maltempo».
Il tecnico Massimiliano Paba ha incassato i complimenti, rilasciato interviste (per tutta la stagione ha preferito il silenzio per motivi scaramantici) e confessato che «pian piano stiamo realizzando di aver fatto qualcosa di straordinario, difficilmente ripetibile». Prima della partita la squadra ha avuto il suo momento di gloria, inneggiando alla serie D (come chi era in tribuna) con maglie dedicate alla promozione ed entrando in campo con una clownesca parrucca biancoblù, indossata anche dal mister.
Volti dipinti, larghi sorrisi e simpatica presentazione dei giocatori, con lo speaker che sulle note di “Balliamo sul mondo” di Ligabue ha dato fondo alla fantasia, chiamandoli al centro del campo con curiose definizioni. Così il centrocampista Ruggiu è diventato “Il polpo di Villa Gorizia”, il giovane Panai “Il cinghialetto di Ittiri”, il bomber Usai “Il trattore di Li Punti”, Santona “La freccia di Bancali”, Cocco “Giacomino settebellezze” e l'algherese Mereu “Il folletto della Pietraia”.
Un momento divertente prima del via alla partita col Tortolì, animata da numerose occasioni e chiusa sul 2-2. Poi via ai festeggiamenti veri e propri, alla Club House della società, dove una batteria di “arrostitori” attendeva gli ospiti, sistemati nelle lunghe tavolate sotto i gazebo. Musica folk, sassareseria varia e birra, tanta birra. Niente gavettoni però, quelli son venuti giù direttamente dal cielo e i botti pure, con due fragorosi tuoni in coincidenza col fischio finale.
Tra i partecipanti alla serata anche i ragazzi del Tortolì, che hanno brindato alla promozione degli avversari. Tra loro spiccavano i volti sorpresi dei due difensori lituani, non abituati alla festosa confusione. Dee-jay e gruppi musicali a parte, la vera colonna sonora al grande giorno biancoceleste l'hanno offerta i più piccoli, i galvanizzati bambini della scuola calcio. Nel loro semplice coro hanno racchiuso l'orgoglio dei tifosi biancocelesti: “lo urlo, lo grido, lo canto... tifo Latte Dolce e me ne vanto”. I giovanissimi ultras lo hanno proposto instancabilmente, potrà essere l'inno della tribuna sassarese nel prossimo campionato di serie D.
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