Gueli: «Ho seguito l’istinto e poi quel boato»
La felicità del giovanissimo centrocampista rossoblù che ha segnato la rete della sicurezza
SASSARI. Diciotto anni ma ne dimostra meno: Mattia Gueli ha la felicità del bimbo che ha ricevuto il regalo più bello e lo dice col sorriso e gli occhi furbetti che brillano. Il ragazzino rossoblù ha chiuso la porta alle speranze nuoresi, firmando il 2-0 a pochi minuti dalla fine dopo essere entrato in campo solo due minuti prima.
«Era la mia prima palla e ho capito che era quella giusta per provarci. Ho chiuso gli occhi e calciato di sinistro – ha spiegato il centrocampista sassarese che poi ha esultato corendo per il campo con lo sguardo del bambino felice, lui che è poco più che adolescente visto che non ha ancora compiuto 19 anni –. Non pensavo però di battere il portiere della Nuorese. E invece... ho sentito il boato dello stadio e ho capito. È stato bellissimo. Subito dopo sono stato sommerso dagli abbracci dei compagni. Che soddisfazione per questo primo gol con la maglia che amo da sempre. E grazie a mister Pompili che mi ha dato l’occasione di entrare in campo e credo di aver ripagato la sua scelta».
Mattia è raggiante. Dopo il prestito all'Arzachena, è tornato a Sassari, alla base, alla “sua” Torres, dove si sta ritagliando spazi importanti. Mai però avrebbe immaginato di segnare e anche un gol così importante.
«Non ho confidenza col tiro, ma stavolta ho sentito che dovevo provarci, ho seguito l’istinto ed è andata alla grande. Che gioia».
In tribuna, ad applaudire il cucciolo rossoblù, c’era mamma Marcella, mentre papà Alberto è rimasto a casa. «È troppo ansioso – ha concluso il baby goleador – e anche scaramantico, preferisce non vedermi giocare». Ma forse era al balcone a sbirciare e ascoltare gli umori dello stadio, visto che la famiglia Gueli abita di fronte al “Vanni Sanna”.
Sa. U.
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