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Chilivani riapre oggi ma con poche certezze

Chilivani riapre oggi ma con poche certezze

Nel pomeriggio si torna a gareggiare ma tutta l’ippica resta con il fiato sospeso Mercoledì sera un incontro al Ministero per ridisegnare l’intero comparto

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OZIERI. Oggi alle 15 Chilivani riapre i cancelli dell’ippodromo Don Meloni ma tutta l’ippica rimane con il fiato sospeso in attesa dell’incontro con Castiglione. Con comunicazione a firma di Marcella Bucca, capo della segreteria del sottosegretario di Stato al Mipaaf con delega all’ippica, Giuseppe Castiglione, tutte le associazioni rappresentative degli ippodromi italiani sono state convocate al Ministero per un incontro, mercoledì alle 16.

In attesa dell’esito dell’incontro gli ippodromi che avevano annunciato la sospensione delle corse ippica a partire da lunedì 18, hanno ritenuto doveroso proseguire con l’attività agonistica. Ani, Coordinamento Ippodromi e Uni, sono state rispettivamente rappresentate nella conferenza da Maisto, D’Alesio e Mazzarella. «È arrivata la convocazione che tutti attendevano e almeno per qualche giorno la sospensione delle corse è rimandata. Un barlume di speranza in una situazione che continua ad essere drammatica e che rischia di portare al definitivo “default” l’intera filiera ippica nazionale. Default annunciato ormai da tempo, e che la scorsa estate ha portato in piazza numerosi addetti ai lavori. Purtroppo quella manifestazione non è stata sufficiente a far sì che venissero risolte tutte le numerose problematiche di un settore la cui coperta continua ad essere corta».

Se oggi respirano un pochino le categorie per il mancato taglio del Montepremi a soffrire sono gli ippodromi. La crisi arriva al culmine il 25 marzo 2016, quando viene adottato il decreto 24307 dove in pratica si trasforma in maniera unilaterale la natura dei corrispettivi versati alle società di corse in sovvenzioni, senza alcun collegamento con i servizi resi. In sintesi, il Ministero, ha modificato la natura del rapporto giuridico senza che vi sia stato alcun cambio normativo.Un’azione che si traduce in un taglio che porta i 57 milioni di euro, già ritenuti insufficiento dalle società di corse, a 49,5 milioni. Azione che non tiene conto del fatto che corrispettivi così bassi, nonostante sia stato pubblicamente riconosciuto e dichiarato più volte, non consentono l’organizzazione dell’attività ippica negli ippodromi con il mantenimento dei servizi e dei livelli di sicurezza richiesti.

Ogni anno - sostengono i rappresentanti degli ippodromi - vengono ridotte le risorse al comparto e alle società, ma vengono mantenuti inalterati gli obblighi ed i servizi che questi devono prestare.Il decreto comporta inoltre che alle società di corse, che da gennaio stanno erogando i servizi senza alcun tipo di contratto e di remunerazione da parte del Mipaaf (che ancora si trova in difetto delle proprie obbligazioni di pagamento risalenti a luglio 2015), non possa arrivare alcun contributo prima di ottobre 2016.

Tore Budroni

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