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INVIATO A REGGIO EMILIA. La cosa più interessante sarebbe sapere cosa ha da dire Valerio Bianchini. Si fa per dire, ovviamente, perché la sparata fatta un mese fa dal Vate della pallacanestro...
INVIATO A REGGIO EMILIA. La cosa più interessante sarebbe sapere cosa ha da dire Valerio Bianchini. Si fa per dire, ovviamente, perché la sparata fatta un mese fa dal Vate della pallacanestro italiana oggi suona un tantino ridicola: la Dinamo torna a volare, a vincere e a divertire, a correre e a mettere in scena spettacoli che fanno andare via il pubblico con il sorriso sulle labbra. Non sarà un mago, Federico Pasquini, ma il risultato del suo lavoro alla guida della Dinamo oggi stona in maniera netta con l’accusa alla società sassarese, formulata appunto da Bianchini, di avere “svilito il ruolo dell’allenatore” affidando la panchina al giemme ferrarese.
La svolta. Tre vittorie consecutive, quattro nelle ultime cinque gare, con l’unico passo falso sul campo di Trento, al termine di un’autentica battaglia. E il biglietto per i playoff scudetto staccato a due giornate dalla fine della regular season, dopo essere scivolati dalle prime otto della classifica. La Dinamo di oggi non è in nessun modo assimilabile all’armata incostante, scostante e imprevedibile che appena 5 settimane fa aveva fatto una figuraccia indimenticabile sul campo di Pesaro.
Testa e cuore. Dietro la vittoria di domenica notte al PalaBigi, c’è un lungo e paziente lavoro di ricostruzione di un gruppo che pareva incapace di amalgamarsi e di remare con convinzione verso il bene comune. E che nel corso della stagione aveva lasciato per strada una serie infinita di partite, perse a un passo dal traguardo dopo avere assaporato la vittoria. A Reggio Emilia i sassaresi si sono trovati più volte in questa condizione: il +14 maturato a 6’25” (73-87) dalla fine è stato infatti in gran parte dilapidato in 2 minuti (80-87). Poi il nuovo +11 (82-93) a 3’20”, quasi interamente recuperato dai padroni di casa, capaci di portarsi sul -1 (94-95 con l’1/2 di Aradori dalla lunetta) ad appena 30” dalla sirena. E poi, ancora, l’infinita trafila dei viaggi in lunetta. Tutte situazioni che, soprattutto fuori casa, in altri periodi erano state fatali alla Dinamo. Stipcevic e compagni, invece, stavolta hanno continuato a marciare spediti, senza che le gambe tremassero o che la testa facesse brutti scherzi. «Ho chiesto alla squadra di non cambiare ritmo, di non rallentare», ha poi raccontato Federico Pasquini. Chiarendo quale sia la mentalità della “nuova” Dinamo e quale sia il livello di fiducia reciproca che si è instaurato tra il tecnico e i giocatori.
Lo squalo è tornato. A livello di singoli, l’esempio più lampante di questa crescita è rappresentato da David Logan. La stella americana, che durante il mese di permanenza a Sassari di Tony Mitchell si era completamente persa per strada, è tornata prepotentemente alla ribalta, candidandosi a Mvp della stagione regolare. Nell’ultimo mese la sua media punti è salita vertiginosamente: 22,6 punti di media con il 50% da 3 punti nelle ultime 5 gare, con i 37 punti di domenica a Reggio Emilia che rappresentano la sua migliore prestazione in questi due anni in biancoblù, nonchè il top stagionale a livello di singoli in casa Banco. Ma la sensazione è che anche altri singoli (su tutti Sacchetti, Stipcevic, Devecchi, Alexander, D’Ercole e, sino all’infortunio, Formenti) stiano fornendo un rendimento assai migliore.
Verso i playoff. Sei partecipazioni ai playoff scudetto in sei campionati di serie A, più tre anni di fila nella fase promozione dalla A2. In tutto fanno 9 stagioni. La Dinamo non va mai in vacanza prima del tempo: da quasi un decennio la squadra sassarese allunga la sua stagione per competere ai massimi livelli. La trasferta di Pistoia e la partitissima contro Milano, oltre agli altri incroci nelle ultime due giornate, diranno da dove partirà la nuova avventura. Le ferie possono attendere.
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