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«Voglio una squadra feroce Non ci sono margini di errore»

«Voglio una squadra feroce Non ci sono margini di errore»

CAGLIARI. La chiamata ai tifosi («Noi dobbiamo trascinarli, loro devono trainarci»), la cautela per il Lanciano («Grande rispetto, nel girone di ritorno hanno fatto gli stessi punti nostri»), le...

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CAGLIARI. La chiamata ai tifosi («Noi dobbiamo trascinarli, loro devono trainarci»), la cautela per il Lanciano («Grande rispetto, nel girone di ritorno hanno fatto gli stessi punti nostri»), le critiche: «Ne faccio tesoro. Ogni giorno si può migliorare e crescere con umiltà grazie a quello che si è fatto prima». Massimo Rastelli, mister praticità. E il pareggio di Como? Amaro da digerire. «Potevamo mantenere il vantaggio, le scorie le abbiamo archiviate e un punto fa comunque classifica. Dobbiamo guardare avanti e pensare al Lanciano: con i punti di penalizzazione sono invischiati nella lotta per non retrocedere, avevano 43 punti, sono a 38. Ci attende una partita delicata, loro sono leggeri mentalmente, non hanno nulla da perdere e vantano talenti giovani e giocatori d'esperienza».

E il Cagliari? «Dobbiamo mostrare la ferocia agonistica messa in campo con il Brescia». L'atmosfera pare quella giusta. «Dobbiamo vincere e fare punti per avvicinarci al traguardo. Abbiamo lavorato bene, questa è la terza partita in sette giorni, ma la tensione è quella giusta. Veniamo dal pari di Como, dal ritiro e dalla voglia di fare una grande prestazione: sono sicuro che i ragazzi sfodereranno una prova maiuscola».

Ad Asseminello ci sono anche il patron Tommaso Giulini e il direttore sportivo Stefano Capozucca. Il club fa quadrato. Inutile disperdere energie. Rastelli ha da sempre la fiducia della società. Adesso bisogna battere il Lanciano e, sabato prossimo sempre al Sant'Elia, il Livorno: «Partite da vincere, fondamentali anche per la nostra tifoseria, lo stadio deve ridiventare il nostro fortino». L'allenatore rossoblù entra nel merito: «Ritroviamo Joao Pedro e Di Gennaro, recuperato completamente, possiamo proporre al meglio il nostro gioco. A Como, anche con i cambi, per caratteristiche si poteva cambiare poco: Ma quel che conta è la cattiveria agonistica. A seguire, fa la differenza l'esperienza e la condizione fisica».

Occhi di tigre, diceva Velasco, coach dell'Italvolley delle meraviglie. Rastelli accelera: «Pensiamo a vincere e basta». Si torna sugli assenti: «Non si può fare a meno a cuor leggero di giocatori come Diego Farias e Melchiorri. Gli altri stanno bene».

Passo indietro. Quasi le prime anticipazioni di un bilancio: «Tutte le esperienze, belle e brutte, servono. Il bagaglio quotidiano ci serve il giorno dopo. Vale per tutti, qualsiasi mestiere si faccia».

Mario Frongia

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