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La Fiba ammette: non possiamo punire nessuno

La Fiba ammette: non possiamo punire nessuno

Il quotidiano spagnolo As pubblica la lettera inviata all’Unione europea, ma l’Eurolega non si fida

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MADRID. Da un lato la lettera a quattordici Federazioni - fra cui quella italiana - in cui minaccia la sospensione, dall’altro l’impegno davanti alla Commissione Europea a non sanzionare nessuno. Il quotidiano spagnolo «As» ha pubblicato ieri la risposta fornita per iscritto dalla Fiba davanti alla denuncia presentata dall’Eurolega alla Commissione dell’Unione europea per «le minacce e le pressioni inaccettabili e illegali da parte della Fiba e delle sue Federazioni nei confronti di club, giocatori e arbitri per lasciare Eurolega ed Eurocup».

Una vicenda che coinvolge da vicino la Dinamo, che con Trento e Reggio è stata invitata con un triennale a partecipare alla seconda coppa organizzata dall’Eurolega.

Nella risposta, che secondo «As» risale al mese scorso, la Fiba sottolinea che «mai ha imposto sanzioni ai club o alle Federazioni nazionali per la violazione dell’articolo 9.1. La Fiba si è impegnata a competere in modo corretto con l’Eurolega attirando i club verso una nuova competizione, la Basketball Champions League, con proposte commercialmente competitive. E in accordo con quanto fatto in passato, non sanzionerà club, leghe o federazioni semplicemente in virtù della partecipazione degli stessi club all’Eurolega. La Fiba non ha obbligato nessuno a mettere fine a tutti i propri legami con le competizioni dell’Eca (Euroleague Commercial Assets), nè ha minacciato o sanzionato i club che partecipano alle competizioni dell’Eca. La Fiba – prosegue il documento – si attiene al principio secondo il quale i membri della comunità cestistica sono liberi di scegliere le competizioni a cui vogliono partecipare e si è impegnata a non sanzionare nessuno unicamente sulla base della sua partecipazione alle competizioni dell’Eca».

Pronto il commento di Jordi Bartomeu, presidente dell’Eurolega: «se tutto questo è vero, l’accordo è fatto. Ma se leggiamo quanto viene scritto sui giornali ogni giorno, la soluzione sarà più difficile». E la situazione è ancora lontana da una souzione ufficiale, e in ccontinuo aggiornamento.

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