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Rastelli: «Una serata indimenticabile»

di Roberto Muretto
Rastelli: «Una serata indimenticabile»

«Non dormivo da un anno, ringrazio i ragazzi e la famiglia»

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INVIATO A BARI. Nello spogliatoio del Cagliari non c’è nessuno che ha un solo indumento asciutto. Massimo Rastelli sembra appena uscito dalla doccia. Anche il presidente Tommaso Giulini non è stato risparmiato dai giocatori che gli hanno rovesciato addosso una bottiglia d’acqua. Stessa sorte per il vice Filucchi, che ha vissuto dalla panchina la gioia immediata. Tutti ballano, cantano, urlano la loro felicità. Quell’urlo rimasto strozzato in gola domenica scorsa nella gara col Livorno.

«Finalmente. Dire che sono felice è poco. Sapevo che la festa era solo rimandata e oggi ci godiamo questa gioia, ce la meritiamo. E’ stata una stagione difficile, siamo sotto pressione da luglio, adesso possiamo scaricare tutta l’adrenalina ce abbiamo in corpo».

Rastelli si presenta in sala stampa con la tuta perchè la divisa ufficiale è tutta bagnata e l’ha dovuta togliere. «Meritavamo di andare in serie A con una grande prestazione e oggi i ragazzi sono stati superlativi». Rastelli si commuove e fa una dedica: «Alla mia famiglia, che soffre insieme a me. Che mi sta vicino e che mi aiuta nel mio lavoro. Questa è la prima volta che faccio una cosa del genere, sono orgoglioso».

Il tecnico è stato accolto da una striscione che nella zona occupata dai tifosi del Cagliari recitava: grazie mister. «Sono sincero - dice l’allenatore del Cagliari - non me l’aspettavo. Sono contentissimo per questo attestato di stima. Li ringrazio, mi ripaga del tantissimo lavoro che ho fatto insieme a tutta la società. E’ praticamente un anno che non dormo. Non vi rendete conto quanto sia difficile essere costretti sempre a vincere a non sbagliare mai. Ultimamente rinviare la festa ci stava pesando, oggi ci siamo presi la serie A nel modo più bello: giocando una partita da manuale del calcio».

Forse è presto per parlare di futuro ma è normale fare un accenno alla prossima stagione. Rastelli è legato al Cagliari da un altro anno di contratto, ma non sempre le firme hanno un valore. Il mister, però, è pragmatico: «Adesso bisogna solo pensare a chiudere la stagione nel modo migliore, a partire da sabato contro la Salernitata. Lo stadio sarà pieno, vorrà fare festa e noi dovremo fare bella figura. Al futuro ci penseremo dopo il 20 maggio, adesso è giusto che ci godiamo la vittoria e una promozione che non potevamo fallire».

A Cagliari la festa è in corso. La squadra e la dirigenza deve volare all’aeroporto. Li aspetta un charter per riportarli in Sardegna nel cuore della notte. Non c’è dubbio che a Elmas ci saranno tanti tifosi ad attendere i giocatori e proseguire una festa che è continuata a lungo nello spogliatoio dello stadio San Nicola.

«Sono stordito, stanco ma ho dentro ancora tanta carica - sottolinea il mister rossoblù -. Questo risultato era quello che dovevamo ottenere, sapevamo tutti sin dal primo giorno di lavoro che non si poteva fallire. Non è stato facile sentirsi sempre sotto esame, vedere sottolineati in rosso i propri errori, ma è acqua passata, conta solo il risultato che abbiamo ottenuto. Il merito è dei giocatori, mio, di tutto lo staff e della dirigenza. Godiamocelo»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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