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Una notte trascorsa tra gavettoni e balli

Una notte trascorsa tra gavettoni e balli

L’assalto dei mille in camicia rossoblù all’aeroporto di Elmas

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CAGLIARI. Una sincera fiesta di gruppo. Dalla vittoria di Bari agli spogliatoi del "San Nicola" passando per l'aeroporto di Elmas fino alla villa che lambisce l'area protetta delle Saline e di Molentargius. Con in mezzo, prima, durante e dopo, piazza Yenne e le vie circostanti affollate come e più di quanto non accadesse da anni. Cagliari e il Cagliari in festa. Bollicine e applausi, canzoni e auguri. Tutto suona bene: un momento atteso da mesi. Dopo un'annata a testa alta, per diciassette giornate primi e il resto al secondo posto, con un'intera regione che si è stretta ai Rastelli boys. Dal fischio dell'arbitro Chiffi fino al brindisi della staffa che arriva all'alba di ieri. Alle 7.45 Tommaso Giulini mette la parola fine al party. Notte di stelle e pensieri, ambizioni e passione. Ci si ritrova dopo un viaggio apertosi il 12 luglio. Una squadra e un club, con le profonde ferite della retrocessione, al via da Aritzo. Pronta a sposare una politica di vicinanza al territorio e alla tifoseria, che coniuga marketing e tifo pulito, ragazzini delle scuole di mezza Sardegna e momenti di aggregazione.

Dopo il 3-0 rifilato ai baresi, la squadra festeggia con l'entusiasmo dei bambini di fronte ai regali di Natale: Joao Pedro e Farias "nuotano" per terra nello spogliatoio del "San Nicola", il direttore sportivo Capozucca balla una macarena d'altri tempi circondato dalla squadra, con Capuano che detta i tempi, Balzano spruzza ghiaccio spray su chiunque, Rastelli vola per aria, Giulini viene innaffiato da Giannetti, Di Gennaro e Dessena. Anche Melchiorri, lasciata la riabilitazione di Villa Stuart, è con i compagni a Bari.

I rossoblù sbarcano a Elmas alle 3.15 con quasi due ore di ritardo. Si racconta di una movida storica anche durante il volo, tra scherzi, panini e toast per aria. Facile crederci. A Elmas, la squadra sposa con oltre mille tifosi un'ora intensa di cori, fumogeni e canzoni nella sala arrivi dello scalo.

"Ce ne andiamo, ce ne andiamo in serie A", lo spot di una notte speciale, seguita con fair play dalle forze dell'ordine. Parrucche rossoblù, la maglia con la "A" sul retro e "Missione compiuta" nel davanti - Giulini ne indossa una con un enorme cuore bicolore "Da tempo l'avevo messa da parte"- Cerri e soci sprofondano in un abbraccio collettivo. Un momento di gioia apertosi nel centro città, di fronte allo Store del club, ai piedi di Carlo Felice. Ma il re sabaudo per la prima volta non è stato vestito di panni rossoblù. Capita. Intanto, in migliaia esultano.

"I tifosi si sono stretti al Cagliari che, come noi per lo scudetto di 46 anni fa, ha trovato il successo decisivo con il Bari", ricorda Giuseppe Tomasini, libero del tricolore. Fiesta senza confini. Flash di gioia immensa: Joao Pedro balla su un palchetto della security, Fossati, Cinelli e Krajnc posano per le famigliole, Giannetti gentleman della serata nel ricordare il piccolo Luca, "scomparso come mai si dovrebbe, mentre giocava a calcio".

Il Cagliari è in A, la festa è da primi della classe. Ma non si molla: domani tutti in campo. La Salernitana è avvisata. E adesso, si riparte. A caccia del primo posto.

Mario Frongia

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