Kenny Kadji in panchina non è solo un “caso” da infermeria
«Kenny ultimamente non è stato benissimo e ho preferito non utilizzarlo». Federico Pasquini ha risposto così alle domande rivoltegli in sala stampa al termine di Gara1, a proposito del mancato...
«Kenny ultimamente non è stato benissimo e ho preferito non utilizzarlo». Federico Pasquini ha risposto così alle domande rivoltegli in sala stampa al termine di Gara1, a proposito del mancato utilizzo del centro camerunense. Ma per capire meglio le ragioni del suo mancato utilizzo pare più interessante prendere in considerazione quanto dichiarato nell’ultima conferenza stampa che si è svolta a Sassari prima della partenza per Reggio Emilia: «Chi c’è con la testa è dentro – aveva sotttolineato Pasquini in quella occasione, rispondendo a una domanda simile –, chi non c’è con la testa può stare tranquillamente seduto».
L’impressione è che nelle ultime settimane il rapporto tra il centro camerunense e il coach biancoblù si sia deteriorato, per ragioni probabilmente legate all’atteggiamento del giocatore. Nessuna conferma, ovviamente, da parte dell’entourage sassarese, ma è chiaro che una squadra come la Dinamo, che non ha certamente nei lunghi il suo principale punto di forza, difficilmente può affrontare un’intera serie playoff contro la Grissin Bon rinunciando a un giocatore come Kadji. Le contromisure a livello tecnico, con Brian Sacchetti schierato a lungo come “quattro” insieme ad Alexander, o i troppi minuti concessi a un giocatore-ombra come Petway, rendono decisamente corta la coperta: ancor più se la scarsa pericolosità dei lunghi permette agli avversari di rischiare qualcosa in più in difesa per mettere la museruola agli esterni. Nell’allenamento di ieri Pasquini ha provato alcuni giochi con un quintetto più alto, riportando Brian Sacchetti nel suo ruolo naturale (quello di ala piccola), come collante tra le due combo guard e la coppia Petway-Varnado. Sarà così anche oggi?
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