«Il primo “scudetto” l’ho vinto a Cagliari e non lo dimentico»
È stato assegnato a Claudio Ranieri il “Premio Bearzot” «Quella promozione dalla B alla A è stata fantastica»
ROMA. «Il mio primo “scudetto” (la promozione in A, ndr) l'ho vinto a Cagliari e questo non lo dimentico. Arrivavo dai dilettanti e nessuno mi aveva mai regalato nulla. Ho cominciato da lì ma oggi - dice con una punta di orgoglio - posso dire di essere lo stesso uomo che ha fallito con la Grecia, un uomo che è orgoglioso di essere accostato a Bearzot, anche se non l'ho conosciuto».
Accolto da star, con cori, grida e applausi, come se avesse vinto un Mondiale anziché una Premier, sia pure “storica”. Claudio Ranieri davvero non si aspettava una simile accoglienza arrivando a Roma, nel Salone d'Onore del Coni, trasformato per una mattina in un'appendice della curva dello Stadio Olimpico che pure è a due passi. A una settimana dal capolavoro che ha fatto il giro del mondo Claudio Ranieri - che ha vinto la sesta edizione del Premio Bearzot, assegnato al miglior allenatore italiano dell'anno (che ha devoluto l'assegno alla Onlus Stefano Borgonovo) - confessa candidamente di «non rendersi ancora conto dell'impresa fatta». Sorpreso, sbalordito e, soprattutto, osannato dai tantissimi ragazzini (qualcuno anche con le sciarpe delle Foxes e con tanto di maglia di Jamie Vardy), il tecnico testaccino è sorpreso da tanto calore, ringraziando la giuria che l'ha votato e «i ragazzi», come chiama lui i giocatori, che gli hanno permesso «la soddisfazione più importante della mia carriera».
«Mi arrivano lettere da tutte le parti del mondo - fa sapere - e pensare che eravamo partiti per salvarci. Non è facile vincere in Inghilterra ma i a voi ragazzi dico di crederci sempre. Io da giocatore fui scartato due volte dalla Roma ma poi mi prese il “mago” Herrera. Da giocatore ho avuto una carriera discreta e poi ho deciso di fare l'allenatore, cosa che all'inizio nemmeno volevo fare. Ho voluto mettermi in gioco, ho perso con la Grecia, ho vinto con Leicester, ma sono sempre lo stesso uomo e per questo vi dico: non mollate mai».
Ranieri succede ad Allegri, Ancelotti, Montella, Mazzarri e Prandelli. «L'Inghilterra è il top del calcio europeo e Ranieri è stato fantastico. Gli auguro di vincere un Mondiale con la Nazionale Italiana», il beneaugurante omaggio del presidente della Figc Tavecchio alla ricerca di un ct per il dopo - Conte, mentre il “padrone di casa” Malagò ha ricordato come «nei 3 anni della mia presidenza posso dire che abbiamo portato fortuna: nel 2014 vinse Ancelotti che poi portò a casa la “Decima” col Real e l'anno scorso Allegri che ha fatto quello che ha fatto nonostante qualche scetticismo iniziale. Ora Ranieri che ha compiuto un'impresa incredibile. Per questo gli consegno la Palma D'Oro, che è il massimo riconoscimento. In 100 anni di storia, l'ha avuta soltanto Marcello Lippi. Grazie Claudio perché ci hai insegnato che bisogna sempre sognare».
Magari anche in chiave Roma 2024, col presidente del comitato promotore, Luca di Montezemolo, pronto ad arruolare Ranieri come testimonial della candidatura italiana.
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