La Nuova Sardegna

Sport

Il botteghino piange: il ko costa carissimo

di Giovanni Dessole
Il botteghino piange: il ko costa carissimo

Nel 2014-’15 la post season fruttò circa 900mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. L’eliminazione ai quarti dei playoff scudetto fa male. E costa cara. Nessun allarme rosso, nulla che una società solida e programmatrice come la Dinamo Banco di Sardegna non possa sostenere e assorbire, ma è chiaro che il 3-0 contro Reggio Emilia comporterà la cancellazione di tutta una serie di voci ascrivibili al bilancio che, gioco forza, dipendevano necessariamente dall’allungamento della serie e dall’eventuale passaggio in semifinale.

In primis e nell’immediato, il ko in gara3 comporta la rinuncia ad un secondo incasso da post season e ai potenziali incassi relativi alla successiva qualificazione. Lo scorso anno i playoff biancoblù - culminati con la vittoria dello scudetto - avevano portato nelle casse della società di via Nenni circa 900mila euro. Il tutto chiaramente al lordo delle spese. In considerazione del tutto esaurito registrato nel mercoledì scorso, fra prelazioni esercitate dagli abbonati e biglietti acquistati in corsa, si è indubbiamente persa l’occasione di regalare al progetto una sostanziosa e ulteriore iniezione di capitali, che a fine stagione e in prospettiva fanno sempre comodo. Discorso chiaramente applicabile, solo sulla carta, anche in riferimento ad una eventuale qualificazione ai turni successivi: nonostante una stagione difficile, il pubblico è rimasto al fianco dei suoi giganti affollando gli spalti sino al soldout. Così in gara3, così sarebbe stato sempre.

Ancora, il mondo Dinamo è entità multiforme, che partendo dalla squadra e dal fatto sportivo si ramifica in tutta una serie di attività e strutture che incrementano l’indotto societario, come nel caso del Dinamo Store, della PiaDinamo e della Club House. Gli eventi al palazzetto richiamano come detto grandi folle di tifosi in piazzale Segni. Tifosi che acquistano gadget e abbigliamento griffatto, che in attesa del match e poi nel terzo tempo con la squadra, consumano ai tavoli dei locali biancoblù. È indubbio che il principale catalizzatore d’attenzione e fruizione fosse la presenza della squadra, in un quadro chiaramente alimentato dai risultati del campo.

L’eliminazione non dovrebbe invece intaccare la fiducia che gli sponsor ripongono nel progetto del presidente Stefano Sardara, che per 320 giorni ha regalato alle aziende e ai marchi collegati alla Dinamo una visibilità da campioni d’Italia, alimentandola con iniziative organizzate ad hoc e sfruttamento dei canali di comunicazione per rilanciare il messaggio. Chiaro che più un progetto è vincente, nel senso oggettivo della parola, più è appetibile, ma la riprogrammazione punterà a colmare eventuali gap.

Infine, anche perché tutto è ancora in fase di definizione, l’eliminazione playoff potrebbe condizionare la partecipazione alle coppe del prossimo anno. L’Europa, nelle ultime quattro stagioni, ha regalato al Banco due partecipazioni all’Eurolega e quattro all’Eurocup, portando a Sassari incassi e prestigio, rafforzando ulteriormente l’appeal biancoblù in fase di mercato giocatori. In attesa della soluzione definitiva del caso Fiba-Eurolega, con Sassari fuori ai quarti dalla corsa scudetto, la partecipazione alle competizioni europee è forte rischio, anche se non impossibile. Tutto può ancora accadere, occorrerà capire che decisioni scaturiranno dall’incontro fra Eurolega e Fiba. Al momento però c’è solo da aspettare. Il vecchio continente è una vetrina importante per la società, Sassari e la Sardegna. Un’opportunità che la Dinamo del domani, quella che punta a ripartire, non vuole lasciarsi scappare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative