«Dopo Milano ci siamo smarriti»
Al lavoro per la nuova Dinamo: «Si riparte dagli italiani e da un progetto triennale»
Prima domanda per il Federico Pasquini allenatore: qual è il bilancio della stagione della Dinamo, dalla panchina?
«Devo dire un bilancio positivo: siamo riusciti a scoprire la vera squadra, una squadra che ha lottato, si è unita ed è stata squadra con lo spirito Dinamo. Dopo la sconfitta di Pesaro siamo riusciti a fare cinque vittorie in sette partite battendo Reggio e Milano e perdendo a Trento dopo un supplementare».
Cosa non rifarebbe?
«Faccio fatica a trovare la risposta. Forse ho cambiato troppo i giochi della squadra prima della partita di Pesaro, la prima giocata con me in panchina».
Che voto si dà come allenatore?
«Non me ne dò, i voti li danno gli altri. Non devo essere io a giudicare me stesso, ma sono comunque soddisfatto».
Qual è stato il peccato originale della Dinamo in questa stagione?
«L’errore è stato che dovevamo rimanere più tranquilli dopo la sconfitta di 37 punti a Milano. L'anno scorso nella stagione regolare Reggio Emilia a Milano ci ha perso di 50 e da lì è ripartita per costruire il percorso che l’ha portata sino alla finale, noi invece non ci siamo riusciti. Quando siamo andati a giocare lì eravamo dietro Milano di due punti, poi siamo crollati».
Da chi e da cosa si riparte?
«Si riparte dallo spirito con il quale siamo scesi in campo nell’ultimo periodo, e si riparte soprattutto dall’entusiasmo che ha avuto la nostra gente, rimasta attaccata alla squadra nonostante tutti i limiti che ha mostrato, perché giocatori e allenatori vanno e vengono ma i tifosi restano».
Petway? Basta la parola. E basta il punto di domanda.
«E’ stata la situazione nella quale un giocatore non riesce minimamente a esprimersi. Noi in campo gli chiedevamo energia, presenza e lavoro sporco, non certamente di segnare 20 punti a partita e prendere una caterva di rimbalzi. Gli chiedevamo di riproporsi come faceva all’Olympiacos ma la sua capacità di essere protagonista è saltata per aria subito, e di queste cose te ne accorgi quando si gioca sul serio, non nel precampionato dove Petway era stato il migliore come presenza. Non si valuta da questo, di Petway abbiamo sempre apprezzato l’atteggiamento e il fatto che è un grande professionista sotto il profilo del lavoro, ma sotto pressione...».
Da allenatore, cosa pensa del gm Pasquini?
«Che si sarebbe dovuto mostrare più fermo e deciso dopo la sconfitta di Milano. Dovevamo andare oltre il -37».
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