Programmazione e umiltà i segreti del Latte Dolce
Il settore giovanile della società sassarese è all’avanguardia in Sardegna Il responsabile Tassu: «Non siamo solo il punto di riferimento del quartiere»
SASSARI. Per svettare ogni piramide ha bisogno di una solida base e la stabilità del Latte Dolce, che ha chiuso col salto in serie D una brillante stagione, poggia su un settore giovanile che garantisce un promettente futuro a società e prima squadra. Anche l'ultima annata in chiave baby ha riservato grandi soddisfazioni, con il fiore all'occhiello del quarto titolo regionale consecutivo conquistato nella categoria Allievi.
Dopo essersi nettamente imposta nella finale sarda (e tutta sassarese) con la Lanteri, la squadra guidata da Sergio Dossena è ora impegnata nelle fasi nazionali. "Domenica - dice il responsabile del settore giovanile biancoceleste Paolo Tassu - giocheremo a Milano contro l'Enotria e poi riceveremo a Sassari i torinesi del Cbs. Siamo fiduciosi perchè il gap con le squadre della Penisola negli ultimi anni si è ridotto, non subiamo più batoste e reggiamo il confronto con realtà più evolute. La crescita è costante e le differenze si stanno azzerando, grazie al grande impegno profuso da dirigenti, tecnici e istruttori, sempre più motivati e preparati: il continuo aggiornamento sulla formazione e l'attenzione verso metodologie specifiche per lavorare con i più piccoli stanno dando frutti importanti».
E' lunga la strada percorsa dal Latte Dolce in ambito giovanile e ormai il discorso sociale, pur restando parte importante del progetto, è superato. Dare ai ragazzini del quartiere un'alternativa alla strada è stato il punto di partenza, intento sempre valido ma affiancato dall'aspetto tecnico, migliorato con un deciso cambio di mentalità, a livello gestionale e tecnico. I numeri del movimento sono in aumento, dalla scuola calcio agli Juniores sono coinvolti circa 250 ragazzi.
«I risultati dicono che siamo diventati la migliore realtà giovanile della Sardegna. Negli ultimi tre anni abbiamo diputato 7 finali regionali, vincendone 6 - sottolinea Tassu -. Il Latte Dolce non è più solo punto di riferimento del quartiere e ormai va oltre la città, coinvolgendo il territorio, arrivano giovani anche da Ittiri, Sorso, Pozzomaggiore e Thiesi, con le famiglie disposte a imponenti sacrifici per consentire ai loro ragazzi di vestire la nostra maglia».
E di conquistare un giorno un posto in prima squadra, come hanno fatto partendo dagli Allievi l'algherese Daga e l'ittirese Panai, per restare agli esempi più recenti. «Ma devono impegnarsi, con educazione e rispetto. Abbiamo un severo regolamento interno, che rincara le eventuali squalifiche: da noi chi sbaglia paga. E impara. Senza trascurare lo studio, perchè pretendiamo anche buoni risultati scolastici". Così il calcio non è più solo sport, passione e divertimento ma anche maestro di vita.
Sandra Usai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
