Conte è indeciso su Pirlo ma rischia di perdere Motta
MILANO. Alla vigilia di un Europeo che ha nella Francia (padrona di casa), nella Germania (campione del mondo) e nella Spagna (bicampione uscente) le squadre favorite, ci interroghiamo sulle...
MILANO. Alla vigilia di un Europeo che ha nella Francia (padrona di casa), nella Germania (campione del mondo) e nella Spagna (bicampione uscente) le squadre favorite, ci interroghiamo sulle prospettive azzurre. La Coppa Italia (che ha confermato i pregi delle Juve anche nelle brutte serate) ha offerto a Conte qualche proposta: Bonaventura. Ma il ct lo chiamerà ? Per adesso ne convocherà 28 che a fine mese resteranno 23. Un acciacco a Thiago Motta (polpaccio) sta tenendo sulla corda Conte.
Tornando alle prospettive europee, senza andare ai tempi dei tempi, vale a dire al 1968 quando l’Italia vinse in casa l’unico titolo europeo con Zoff, Facchetti e Riva, e rifacendoci all’ultima edizione, giocatasi in Polonia e Ucraina quattro anni fa, la situazione è cambiata o no? Anzitutto ricordiamo che gli azzurri nel 2012 arrivarono secondi passando il girone eliminatorio in cui c’erano Spagna (1-1), Croazia (1-1) e l’Irlanda di Trapattoni (2-0).
Nei quarti la squadra di Prandelli superò l’Inghilterra di Hodgson ai rigori (4-2 dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari). In semifinale gli azzurri fecero fuori la Germania per 2-1 (doppietta di Balotelli) e dopo tre giorni, distrutti da viaggi e fatica, ne presero quattro dalla Spagna nella finale di Kiev.
A quegli Europei, nella squadra di Prandelli, c’erano molti dei giocatori attuali, che ora hanno quattro anni in più sulla carta d’identità. La squadra azzurra in questi quattro anni ha perso qualità a centrocampo (Pirlo, Marchisio e l’astro fuggente Verratti), l’estro di Cassano (ora improponibile) e i gol di Balotelli (fuori dai programmi di Conte). Alla vigilia delle convocazioni definitive non possiamo che rifarci alla squadra proposta dal ct nelle prestazioni più recenti contro la Spagna (1-1) e la Germania (1-4). In queste partite, anche a causa degli infortuni, in difesa c’erano Darmian, Astori e Acerbi; a centrocampo Florenzi, Thiago Motta, Parolo, Giaccherini con Montolivo; davanti Candreva, Pellè, Eder e poi Bernardeschi, Zaza e Insigne.
Fra i subentranti De Silvestri, Ranocchia, Jorginho, Antonelli, El Shaarawy e Okaka. Questi sono dati obiettivi, ma cosa farà Conte alla luce degli infortuni: cambierà modo di giocare ? Difficile. È scontata la conferma del blocco difensivo, con qualche dubbio sul terzo portiere (Sportiello, Mirante o Marchetti ?). In difesa, Conte potrebbe portare Rugani, che ha un avvenire davanti, lasciando a casa alcuni fra Acerbi, Antonelli, Astori e Izzo. De Silvestri e Ogbonna hanno qualche chance in più.
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