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Si riparte da Ogier l’isola è cosa sua

Si riparte da Ogier l’isola è cosa sua

Il vincitore delle ultime tre edizioni chiarisce le gerarchie

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ALGHERO. Si ricomincia da dove ci eravano lasciati, esattamente un anni fa. Sebastian Ogier ha messo subito in chiaro che l’uomo da battere è lui, che in Sardegna non si vince per caso e, soprattutto, non si vincono tre edizioni consecutive se non si è un gradino più in alto di tutti. Il campione del mondo ha piazzato la sua zampata fin dall’avvio della tappa sarda del mondiale rally. Ha fatto vedere di essere in giornata di grazia già nello shakedown della mattina e ha confermato di avere il piede pesante nella prima prova speciale a Ittiri. La “Polo” del francese è stata velocissima e al resto ci ha pensato lui pennellando le curve e strappando applausi ai tifosi che hanno preso d’assalto ogni spazio libero. Ogier ha preceduto Ford Fiesta di Tanak e l’altra Polo del finlandese Latvala e del connazionale Anttila. Più indietro tutti gli altri da Neuville a Paddon, da Dani Sordo a Ostberg. Indietro anche gli equipaggi sardi. Il più bravo è stato Giuseppe Dettori, navigato da Giseppe Pisano, che ha chiuso al 28esimo posto con un ritardo tutto sommato contenuto. 36esimi Bitti e Achenza, 40esimo Marrone e 43esimo Catania.

La gara è scattata ieri pomeriggio dal porto di Alghero. I piloti hanno sfilato lungo i bastioni tra due ali di gente poi hanno preso la provinciale per Ittiri dove si è svolta la prima speciale su un percorso brevissimo (appena due chilometri) ma molto spettacolare. In mattinata c’era stato lo shakedown alla periferia di «Olmedo». Gli equipaggi hanno testato le vetture in assetto da gara e hanno assaggiato quello che sarà il menù dei prossimi giorni: polvere, sassi, insidie nascoste dietro ogni curva e una cornice di pubblico colorato e numerosissimo.

Oggi il rally entra nel vivo con altre otto prove speciali che completeranno la prima tappa, (quattro ripetute due volte), per un totale di 102,86 km cronometrati. Dopo le prime due prove di Ardara-Ozieri (km 7,50) e di Tula (km 15), quest'ultima del tutto inedita e molto insidiosa, i piloti percorrono i crono di Castelsardo (km 14,02) e Tergu-Osilo (km 14,91) prima di far ritorno al parco assistenza a metà giornata. Nel pomeriggio le vetture ritorneranno sui tracciati del mattino e transiteranno nel cuore di Sassari, dove è previsto un controllo orario nel salotto di piazza d'Italia alle ore 18,15. Il rientro ad Alghero, nel parco chiuso è previsto per alle ore 19.

L’equipaggio da battere, neanche a dirlo, sarà quello formato da Ogier e Ingrassia campione in carica nonchè leader leader della classifica iridata, grazie a due vittorie due secondi posti ed un terzo ottenuti finora. Proverano a rovinargli la festa Otsberg, Tanak e Neuville, ma ci saranno da tenere d’occhio anche l’altra Volkswagen dei finlandesi Jari Matti Latvala e Mikka Antilla, vincitori del Rally del Messico e la Hyundai New Generation I20 dei neozelandesi Hayden Paddon, vincitori in Argentina e secondi in Svezia. Molto attesi anche gli spagnoli Dani Sordo e Marc Marti mentre sul fronte delle Ford Fiesta i più agguerriti sembrano i norvegesi Mats Otsberg e Ola Floene, reduci dal due terzi posti in Svezia e Messico.

In WRC 2 il peruviano Nicholas Fuchs, già vincitore della categoria in Argentina, sulla Skoda Fabia R5 mirerà a punti importanti per avvicinarsi alla vetta della classifica. Sotto i riflettori Umberto Scandola e Guido D’Amore, l’equipaggio della Skoda che vuole guadagnare esperienza preziosa nella prova italiana del Mondiale da usare poi nel campionato tricolore. Da seguire anche i sardi che non possono puntare alla classifica ma giocano in casa e faranno di tutto per non sfigurare.

Intanto insieme al rally mondiale, è partito anche il “Rally della Sardegna Historic” con nomi e auto che hanno scritto pagine importanti dell’automobilismo nazionale. Al via, tra gli altri, il due volte campione del mondo Miki Biasion - che è tornato al volante della Lancia Delta Integrale (con Gigi Pirollo alle note) – e Bruno Bentivogli-Cecchi su una splendida Alfetta GTV 6. Vetture straordinarie che anche ieri non hanno sfigurato nel confronto con le “sorelle” dell’ultima generazione.

A.L.

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