Il Giro del Centenario si regala la Sardegna
Prende sempre più corpo l’ipotesi della partenza della corsa rosa 2017 dall’isola L’organizzazione Rcs: ci lavoriamo, la Regione ha fatto una proposta importante
SASSARI. Un prologo-cronoscalata sui ripidi tornanti di Scala di Giocca a Sassari, una volatona in via Roma a Cagliari, un passaggio nell’Oristanese con i Giganti di Monte’ Prama sullo sfondo o dall’altra parte sull’Orientale, fra il mare turchese di quelle cale e il verde del Gennargentu.
Dopo dieci anni il Giro d’Italia sta per tornare in Sardegna.
L’intenzione e insieme la volontà dell’organizzazione Rcs e della giunta regionale sarda collimano. «Se ne sta parlando», è l’unica frase che filtra dal Palazzo cagliaritano, ma è già tanto. Nessuno infatti nega che i contatti siano stati allacciati e la volata è stata lanciata. La conferma arriva dal direttore della corsa rosa, Mauro Vergni: «C’è una richiesta importante da parte del governo regionale. Certo, il desiderio – spiega il numero uno dell’organizzazione – di portare il Giro nell’isola è forte e reale, la Sardegna per il ciclismo è una bellissima regione e ho già detto che per la prossima edizione, quella del centenario, vorremmo abbracciare più Italia possibile. Per la Sardegna esistono dei logici problemi logistici, ma ci stiamo lavorando».
Come in una tappa per passisti, in vista dello sprint le due squadre si danno il cambio facendo a turno l’andatura, prima di incontrarsi nel rettilineo finale. La Regione ci metterà le risorse economiche e non sono poche. Nel 2007, l’ultima volta del Giro nell’isola, la giunta Soru stanziò un milione e 200.000 euro. Poi, c’è da coordinare i singoli comuni che vorranno esporsi anche finanziariamente come sedi di partenza e arrivo delle singole tappe. In particolare, a lavorarci sono la presidenza della giunta e l’assessorato al Turismo. Non a caso. Solo per fare un esempio Bosa, nel 2007 sede di arrivo di tappa, organizzò una ricca tre giorni di appuntamenti con di tutto e di più, compreso un Girosalsiccia. Un’occasione, da pagare (basta pensare solo alle immancabili bitumazioni) e insieme da guadagnarsi.
Dal suo canto l’organizzazione Rcs deve comporre un puzzle tridimensionale, non solo sulla cartina geografica ma anche su quella politica. «La certezza l’avremo solo fra un mesetto – prosegue Mauro Vergni –, io sto lavorando sul progetto generale. Abbiamo tantissime richieste, devo valutare in maniera globale ogni singola candidatura e incastrare il tutto e tutto partirà dalla grande partenza del Giro. Per fare la Sardegna dalla Sardegna bisogna partirci, questo è chiaro. Non è che sei a Bologna e ti sposti con comodità nel Lazio».
Pedalare sul mare è difficile, come è impegnativo trasportare e traslocare una città di 1200 persone con carovana annessa. Anche per questo per la Sardegna, rispetto a un’altra regione qualsiasi, l’impegno finanziario aumenta proporzionalmente, in una discontinuità territoriale che adesso dopo navi e aerei include anche le due ruote.
«Ci stiamo lavorando», al Giro 2017 in Sardegna, l’edizione numero 100 che idealmente ma anche concretamente vuole abbracciare tutta l’Italia. Isole comprese. Ma...
«Ci sono dei costi da sostenere – spiega Vergni –. Costi per arrivare e costi per partire e chi chiede il Giro deve farsene carico. E’ chiaro poi che dipende da situazione e situazione e da regione a regione, e con la Sardegna c’è di mezzo tanto mare Una sosta dopo l’isola sarebbe obbligatoria, nell’acqua non si può correre». Per cui... «Ci stiamo lavorando – conclude il responsabile dell’organizzazione Rcs, accomunando la frase alla stessa spesa dalla Regione –, per cui la scelta del Giro in Sardegna non è da scartare completamente come non è completamente certa. Ci sono richieste da parte di altre regioni che in qualche modo garantiscono la possibilità di un progetto più tranquillo e nella valutazione globale anche questi fattori incidono, ma pesa anche la possibilità di andare finalmente in posti dove non si va molto spesso, come la Sardegna. Cercheremo di accontentare tutti, ma anche questo è un fattore importante».
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