Lo scudetto passa da Sassari a Milano Reggio, nuovo incubo
L’Olimpia chiude i conti in gara6 al Palabigi ed è campione Sanders Mvp della serie come nel 2014-2015 con la Dinamo
MILANO. Rakim Sanders torna come un killer sul luogo del delitto: “The Dream” è per la seconda volta Mvp della finale scudetto e, per la seconda volta dopo lo scorso anno in maglia Dinamo Banco di Sardegna, vince al PalaBigi la sfida che vale il titolo italiano. La tripla di Sanders, a 2'20" dalla fine di gara6 della finale tricolore, dice 61-66 spezzando ritmo e reni a Reggio Emilia. Il suo libero nei secondi finali stampa poi definitivamente il nome di Milano sugli albi del basket tricolore: l’EA7 vince 70-74, è campione d'Italia per la 27ª volta e succede alla Dinamo.
Il PalaBigi è la solita scatola infernale: clima rovente, tensione alle stelle, enorme striscione biancorosso ad accompagnare l’inno italiano e giocatori con lo sguardo fisso. La posta in palio è alta, per Milano è lo scudetto, per Reggio l’opportunità di giocarsi tutto in gara7 ad Assago. C'è paura di sbagliare, c’è voglia di vincere, di scattare subito per dare nome e colori all'inerzia del match.
Inizialmente non ci sono strappi ed è l’equilibrio a regnare sovrano. Allo scadere dei primi 10’ è 19-21. Scintille fra Repesa e Sanders. Al rientro in campo le due squadre non segnano per 2’40”, poi è 12-0 Reggio nel segno di Della Valle e l’Olimpia scivola sino a -11, 38-29 all’intervallo. Milano esce dallo spogliatoio con un altro approccio, probabilmente scossa dalle attenzioni di coach Repesa. Il match è ruvido, gli scarti sono ridotti. Cinciarini sente la pressione da ex e sbaglia in lunetta, Lavrinovic e Veremeenko hanno problemi di falli. È pari a quota 44 ma alla terza sirena è 50-45. L’ultimo periodo è una corsa all’ultimo respiro. Kaukenas tiene in vita le speranze emiliane, Gentile e Sanders le spengono definitivamente con lo scorrere dei minuti.
Finisce con Reggio battuta ancora una volta a domicilio, seconda consecutiva, nell’ultimo atto della finale tricolore. Finisce con i giocatori EA7 in delirio, con le lacrime di Kaukenas, l’abbraccio fra Cinciarini e Menetti e quello fra Simon e Repesa. La Dinamo passa quindi il testimone a Milano. Una breve estate di pausa e la giostra della palla a spicchi riprenderà a girare.
Giovanni Dessole
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